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	<title>Shellrent.com - Web Hosting - Registrazione Domini</title>
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	<description>Web Hosting e Registrazione domini con spazio e banda illimitati.</description>
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		<title>Come promuovere il vostro sito web tramite il mail marketing</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 09:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E-mail marketing è un termine generico usato per promuovere il sito inviando e-mail ai clienti e potenziali clienti che visitano il sito. Quali sono le tipologie di E-mail marketing? Newsletter Le newsletter sono un ottimo modo per mantenere regolarmente informati i visitatori del sito. E’ possibile scegliere che siano pubblicate settimanalmente, mensilmente, o con qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E-mail marketing è un termine generico usato per promuovere il sito inviando e-mail ai clienti e potenziali clienti che visitano il sito.</p>
<p>Quali sono le tipologie di E-mail marketing?</p>
<p><span id="more-2316"></span></p>
<p><strong>Newsletter</strong></p>
<p>Le newsletter sono un ottimo modo per mantenere regolarmente informati i visitatori del sito. E’ possibile scegliere che siano pubblicate settimanalmente, mensilmente, o con qualsiasi cadenza si preferisca per voi e per la vostra attività.</p>
<p>Le newsletter più efficaci sono create offrendo un modulo d’iscrizione sul tuo sito e coloro che le ricevono hanno sottoscritto per riceverle.</p>
<p>E’ generalmente considerata una cattiva pratica inviare newsletter a chi non ha espressamente richiesto il servizio.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-2317" title="mail" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/mail.jpg" alt="" width="631" height="441" />Promozioni via E-mail</strong></p>
<p>Avete una prossima vendita, l’offerta speciale o il lancio di un prodotto che si desidera consentire di conoscere ai visitatori del sito? Le promozioni via e mail sono molto efficaci per la vostra attività commerciale  nella comunicazione ai vostri clienti o potenziali clienti.</p>
<p><strong>Sondaggi</strong></p>
<p>Vuoi un feedback su come migliorare il vostro prodotto o servizio, o un’idea più precisa di ciò che soddisfa i clienti? I sondaggi sono un modo di relazionarsi ai clienti e renderli partecipi per trovare possibilità di miglioramento.</p>
<p><strong>Come posso inviare una newsletter, promozione e-mail o sondaggi?</strong></p>
<p>Mentre è possibile utilizzare il CC e BBC in entrambi i campi di web mail o client di posta, c’è un modo migliore per condurre le campagne e-mail marketing grazie all’automazione del processo.</p>
<p>Il nostro servizio <a href="http://www.shellrent.com/gest/">GEST</a> è perfetto per questo utilizzo. E’ un programma costruito appositamente per la distribuzione e-mail, ed è veloce e facile da installare tramite il pannello di controllo per l&#8217;amministrazione dei piani hosting.</p>
<p><strong>Limiti di invio e-mail</strong></p>
<p>Al fine di aiutare a prevenire lo spam, limitiamo il numero di e-mail che possono essere inviate da un dominio a 250 e-mail. Se avete l’esigenza di inviare più e-mail rispetto al limite, è possibile richiedere una deroga attraverso il pannello aprendo un ticket di assistenza.</p>
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		<item>
		<title>Il concetto di Downtime &#8211; Come affrontarlo al meglio</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/il-concetto-di-downtime-come-affrontarlo-al-meglio/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[In questa epoca di social network su Twitter e Facebook, le cattive notizie volano veloci. Questo tipo di pubblicità negativa può seriamente compromettere la reputazione e far perdere molti clienti in un solo giorno. Gli Hosting Provider devono essere al massimo livello tutto il giorno tutti i giorni. Il downtime è una realtà nell’attività di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa epoca di social network su Twitter e Facebook, le cattive notizie volano veloci.</p>
<p>Questo tipo di pubblicità negativa può seriamente compromettere la reputazione e far perdere molti clienti in un solo giorno.</p>
<p>Gli Hosting Provider devono essere al massimo livello tutto il giorno tutti i giorni.</p>
<p>Il downtime è una realtà nell’attività di un Hosting Provider.  Bisogna affrontarlo adeguatamente, in questo articolo vi spiegheremo la nostra esperienza e come affrontiamo questa tipologia di eventi in Shellrent.com.</p>
<p><span id="more-2307"></span></p>
<ul>
<li>99.9%  della disponibilità equivale a 8 ore e 45 minuti di downtime per anno.</li>
<li>99.99% della disponibilità si aggira intorno ai 52 minuti di downtime per anno.</li>
</ul>
<p>Anche il più affidabile Web Hosting ha 52 minuti di downtime in un anno.</p>
<p>Il downtime può essere il risultato di eventi programmati o non programmati o entrambi.</p>
<p>In questo articolo, andremo a descrivere le modalità per affrontare entrambi i tipi di eventi.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2308 alignright" style="margin: 10px;" title="disaster recovery" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/disaster-recovery.jpg" alt="" width="318" height="400" /></p>
<p><strong>Affrontare un downtime previsto/programmato</strong></p>
<p>I downtime programmati sono una parte necessaria alla manutenzione del server. Un web host che regolarmente fa manutenzione sui server riduce l’incidenza di vulnerabilità della sicurezza, incrementa la performance e migliora l’esperienza del cliente.</p>
<p>Un buon host avrà più downtime programmati che non programmati.</p>
<p>Il più importante modo di trattare i downtime programmati è attraverso una comunicazione “proattiva”. In questo tipo di comunicazione, avvisi i clienti del downtime prima che lo scoprano da soli. Suona semplice, non è così. Il brutto è che molti Host non lo eseguono abbastanza bene. Vediamo come questo può essere di aiuto.</p>
<p>In che modo la comunicazione proattiva aiuta?</p>
<p>La comunicazione proattiva è un metodo molto utilizzato per contenere i clienti durante i downtime.</p>
<ul>
<li>Fornisce il tempo di spiegare ai consumatori tutti i benefici che si possono avere nel sistema grazie a questo tipo di manutenzione</li>
<li>Riduce la confusione dei clienti</li>
<li>Aiuta i clienti ad informare i propri consumatori del downtime</li>
<li>Ridece il flusso di richieste di assistenza durante il downtime</li>
<li>I clienti apprezzano che li hai coinvolti e resi partecipi del tuo progetto</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come impostare la comunicazione proattiva</strong></p>
<p>Prima di bombardare tutti i tuoi consumatori con una mail, spendi pochi minuti per decidere che cosa vuoi comunicargli. Una mail chiara e completa riduce confusione e il carico di lavoro del supporto tecnico, specialmente quando è impegnato nella manutenzione. Ecco alcuni spunti.</p>
<p>Che cosa comunicare ai tuoi clienti durante un downtime programmato.</p>
<ul>
<li>Quando è prevista la manutenzione (data e ora)</li>
<li>Quanto <strong> </strong>è durata l’ultima manutenzione (minuti di down)</li>
<li>Che cosa esattamente verrà interrotto ( web, mail, etc)</li>
<li>Motivo della manutenzione</li>
<li>Benefici che porterà al consumatore la manutenzione una volta completata</li>
<li>Come contattare il supporto tecnico durante la manutenzione (via mail, forum, etc)</li>
<li>Eventualmente disposizioni alternative</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando comunicare</p>
<ul>
<li>Circa una settimana prima della manutenzione</li>
<li>Ricordarlo 24h prima</li>
</ul>
<p>Come avvisarli</p>
<ul>
<li>Tramite la sessione news del sito internet</li>
<li>Email</li>
<li>Social Media</li>
<li>Forum o blog</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come trattare un downtime non previsto</strong></p>
<p>I downtime non programmati si manifestano quando capita qualcosa di inaspettato o indesiderato.  Le cause per un downtime non previsto possono includere incrementi improvvisi di traffico, tentativi di pirati informatici, vecchi software che portano a vulnerabilità, attacchi DDoS, spam , guasto hardware.</p>
<p>Alle due del mattino è uno scenario da incubo.</p>
<p>Quindi che cosa possono fare gli Host per prevenire al massimo i down turn, nel caso di un downtime?</p>
<p>Semplice</p>
<ul>
<li>prevenire il downtime</li>
<li>prepararsi per un downtime</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come prevenire un downtime</strong></p>
<p>Come si fa per la propria auto che periodicamente viene controllata per prevenire rotture e evitare costose riparazioni, allo stesso modo, un server è un motore sul quale corre il tuo hosting business. Fondamentale per prevenire il downtime è la manutenzione periodica del software e hardware. Questa tipologia di gestione è definita proattiva.</p>
<p>Nella gestione proattiva del server inizia sempre assicurando i seguenti step.</p>
<p>Questi metodi dovrebbero essere effettuati da un professionista competente.</p>
<ul>
<li>Assicurarsi che il software sia totalmente aggiornato</li>
<li>Configurare un firewall e limitare l’accesso a porte dove sono in ascolto servizi critici</li>
<li>Decidere sui servizi minimi e garantire i servizi. Chiudere servizi non richiesti.</li>
<li>Se hai condiviso degli account, verificare la sicurezza degli utenti come le password violabili</li>
<li>Attivare la registrazione estesa in modo che la rilevazione durante il disastro sia più facile</li>
<li>Proteggere le directory riscrivibili</li>
</ul>
<p>Monitorare la disponibilità dei server e dei servizi individuali. Ad esempio, se il carico del server si eleva spesso, si dovrebbe essere in grado di impostare le notifiche che informano di cut off load per tempo prima che diventi pericolosamente alto.</p>
<p>Questo aiuta a prevenire i downtime semplicemente controllando il carico, prima che il carico aumenti esageratamente e faccia spegnere il server.</p>
<p>E’ sempre utile registrare tutte le informazioni  sui servizi critici e impostare le notifiche per determinati eventi. Ciò aiuta a prevenire futuri downtime e debug. Lo scenario che è stato descritto all’inizio sarebbe potuto essere evitato se i log fossero stati mantenuti.</p>
<p>Tracciare exploit e vulnerabilità del servizio. Alcuni siti hanno una newsletter a cui poter sottoscrivere che fornisce informazioni man mano su eventuali vulnerabilità.</p>
<p>Agire prima che lo facciano gli hacker e effettuare sempre un controllo mensile sul server per verificare eventuali accessi sospetti, spam, le prestazioni del server ecc</p>
<p><strong>Come prepararsi a un downtime </strong></p>
<p>Il primo passo per prepararsi a un downtime è visualizzare la vostra reazione se c’è stato un downtime.</p>
<p>Come contattare i clienti? Siamo al passo per fronteggiare un’emergenza? Un sistema di helpdesk ad esempio, il vostro sito, le linee telefoniche e email sono sistemi critici che dovrebbero essere totalmente disponibili ad essere impegnati con i vostri clienti in caso di downtime.</p>
<p>Alcuni si chiedono se comunicare i downtime non previsti anche se il downtime è destinato a durare pochi minuti.  l’Host deve informare i cllienti?</p>
<p>La risposta è assolutamente si. La cosa peggiore che l’Host possa fare è tacere e lasciare che i propri clienti, e i clienti di questi ultimi lo scoprano da soli. Responsabilizzare e far sapere al cliente, fa apparire l’host come al top del suo business. I clienti apprezzano il fatto di essere stati informati piuttosto che il contrario.</p>
<p>Preparare sempre un chiaro responso ai clienti che stanno vivendo un downtime.</p>
<p>Di seguito alcune cose da tenere a mente.</p>
<ul>
<li>Velocità di risposta. E’ necessario fornire sul tuo sito le informazioni necessarie dopo pochi minuti di inattività</li>
<li>Decidere dove inserire queste informazioni all’interno del sito e come contattare i clienti</li>
<li>Assicurarsi personale competente e sempre disponibile per risolvere il downtime</li>
</ul>
<p>Con la prevenzione e un’accurata preparazione, è possibile evitare downtime che vanno a minare il vostro business e le imprese dei vostri clienti.</p>
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		<title>Ottimizza il tuo sito internet per aumentare i visitatori</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/ottimizza-il-tuo-sito-internet-per-aumentare-i-visitatori/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 12:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si crea un sito web occorre considerare come si vuole che appaia ai potenziali visitatori e tenere a mente che questi hanno uno schermo di una grandezza diversa e una differente velocità di connessione internet. Per fare in modo che ogni visitatore abbia la stessa gradita esperienza quando visita un sito internet, è consigliabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si crea un sito web occorre considerare come si vuole che appaia ai potenziali visitatori e tenere a mente che questi hanno uno schermo di una grandezza diversa e una differente velocità di connessione internet.</p>
<p>Per fare in modo che ogni visitatore abbia la stessa gradita esperienza quando visita un sito internet, è consigliabile l’utilizzo di alcune impostazioni di base.</p>
<p><span id="more-2200"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.shellrent.com/site-builder-crea-sito/"><img class="aligncenter size-full wp-image-2207" title="Crea il tuo sito" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/sitebuildershellrent.jpg" alt="" width="500" height="137" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RISOLUZIONE DELLO SCHERMO</strong></p>
<p>Per ottimizzare il tuo sito in modo tale che ciascun visitatore possa vedere l’intera larghezza della pagina senza utilizzare la funzione scroll, occorre considerarne l’ampiezza totale. Sia che si tratti di una tabella sia di una serie di immagini, il sito dev’essere concepito sfruttando tutta l’ampiezza in modo da consentire  l’intera visualizzazione anche al visitatore con un monitor di dimensioni contenute o con una bassa risoluzione.</p>
<p><strong>VELOCITA’ CONNESSIONE INTERNET</strong></p>
<p>Il contenuto di molti flash o immagini può causare a coloro con una connessione internet più lenta un caricamento altrettanto lento del sito.</p>
<p>Occorre quindi considerare che i flash e molte immagini, nonostante la loro valenza a livello “estetico”, potrebbero scoraggiare alcuni potenziali visitatori con una connessione internet molto lenta.</p>
<p>Per evitare che ciò avvenga basta ridurre il formato delle immagini avvalendosi di programmi come per esempio Photoshop, MS Paint, Gimp, etc.</p>
<p><strong>BROWSER UTILIZZATO</strong></p>
<p>E’ importante testare la compatibilità del tuo sito internet su differenti browsers (Safari, FireFox, Internet Explorer, etc) per assicurarsi che abbia la stessa resa, in quanto non tutti i browsers potrebbero mostrare le pagine web allo stesso modo.</p>
<p>In diverse versioni di uno stesso browser il sito potrebbe vedersi in modo differente.</p>
<p>Questa serie di accorgimenti può garantire che la visualizzazione venga apprezzata da tutti i potenziali visitatori del tuo sito web.</p>
<p>E&#8217;  possibile anche utilizzare strumenti che rendono la gestione e la creazione di un sito internet immediata anche a chi non ha esperienza come il nostro <a href="http://www.shellrent.com/site-builder-crea-sito/">SiteBuilder</a>, gratuito per tutte le nostre offerte!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Domini .EU in continua crescita</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/domini-eu-in-continua-crescita/</link>
		<comments>http://www.shellrent.com/news/domini-eu-in-continua-crescita/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il TDL .eu è il dominio di primo livello dell’Unione Europea riservato ad imprese e privati che risiedono negli stati membri e gestito dall’organizzazione privata no-profit EURid con sede a Bruxelles e che annovera circa 900 registar accreditati. Rilasciato dal 2006, il TDL .eu registra un costante incremento di rinnovo pari al 80% e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il TDL .eu è il dominio di primo livello dell’Unione Europea riservato ad imprese e privati che risiedono negli stati membri e gestito dall’organizzazione privata no-profit EURid con sede a Bruxelles e che annovera circa 900 registar accreditati.</p>
<p>Rilasciato dal 2006, il TDL .eu registra un costante incremento di rinnovo pari al 80% e un 31% ad uso strettamente commerciale.</p>
<p><span id="more-2191"></span></p>
<p>Le grandi aziende lo preferiscono per definire ulteriormente un’identità continentale. Ad oggi è costantemente annoverato tra i primi dieci domini di primo livello nel mondo ed è in grado di collegare circa 500 milioni di utenti dei 27 stati membri ad un&#8217;unica identità internet.<img class="alignright size-full wp-image-2192" style="margin: 10px;" title="eu" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/eu.jpg" alt="" width="283" height="159" /></p>
<p>Tra le aziende che hanno intrapreso questa scelta troviamo Bridgestone, Century 21, Hyundai, il gruppo MAN, Microsoft Corporation e il gruppo UniCredit.</p>
<p>La storia del dominio europeo inizia il 7 febbraio 2006 quando, nei quindici minuti successivi all’apertura del registro, pervennero 27949 richieste e dopo un’ora erano già oltre 71000. Oggi le richieste di registrazione arrivano a circa un milione e mezzo a settimana.</p>
<p>Le previsioni del mercato prevedono un ulteriore incremento della richiesta di registrazione del dominio europeo in quanto sia in Portogallo che in Romania “eu” significa “io”.</p>
<p><a href="http://cart.shellrent.com">Registra subito il tuo dominio .EU partendo da qui.</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Usare Tracert e Ping per individuare problemi di connettività del vostro server</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/usare-tracert-e-ping-per-individuare-problemi-di-connettivita-del-vostro-server/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 10:01:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Il comando ping è trai più utilizzati per la diagnostica di rete, permette la verifica dell&#8217;effettiva esistenza di un particolare indirizzo IP e controlla che questo sia in grado di accettare delle richieste di comunicazione. Quando ciò non accade, si verifica una perdita di pacchetti (testimoniata da una scritta di questo genere Pacchetti: Trasmessi=4, Ricevuti=0, Persi=4) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il comando ping è trai più utilizzati per la diagnostica di rete, permette la verifica dell&#8217;effettiva esistenza di un particolare indirizzo IP e controlla che questo sia in grado di accettare delle richieste di comunicazione.</p>
<p>Quando ciò non accade, si verifica una perdita di pacchetti (testimoniata da una scritta di questo genere Pacchetti: Trasmessi=4, Ricevuti=0, Persi=4) nella finestra del prompt dei comandi.</p>
<p><span id="more-2179"></span></p>
<p>In una tale situazione, l&#8217;host locale o l&#8217;host remoto, oppure entrambi, stanno funzionando correttamente, ma si sono create delle condizioni per cui alcuni pacchetti vengono persi lungo il tragitto.</p>
<p>Il protocollo TCP/IP è realizzato in modo che possa ripetere la trasmissione quando si verifica una perdita di pacchetti, ma questa evenienza limita drasticamente le performance. Una connessione lenta, ma senza la perdita di pacchetti, spesso è più rapida di una connessione ad alta velocità in cui si verifica la perdita di pacchetti.</p>
<p><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/synchronize_ftp_test_ping.jpg"><img class="alignright  wp-image-2184" style="margin: 10px;" title="synchronize_ftp_test_ping" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/synchronize_ftp_test_ping.jpg" alt="" width="320" height="162" /></a></p>
<p>Purtroppo, la perdita di pacchetti può essere difficile da individuare. Se alcune delle risposte ai comandi ping falliscono è sicuro che sia in atto una perdita di pacchetti, ma i pacchetti ICMP usati dal pinging sono così piccoli che spesso vengono restituiti con successo anche se nella rete esiste una condizione che può causare la perdita di pacchetti.</p>
<p>Se sospettate che ci possa essere la perdita di anlcuni pacchetti, anche se il ping non restituisce alcun errore, potete provare ad aumentare la dimensione dei pacchetti ICMP. I pacchetti più grandi sono più inclini a evidenziare difetti se esistono problemi nella rete. Si può dire al ping di utilizzare pacchetti di maggiori dimensioni attraverso lo switch -L.</p>
<p>Utilizzare lo switch -L è semplice. Tutto ciò che dovete fare è inserire il comando ping seguito dall&#8217;indirizzo che volete controllare, dallo switch -L e dal numero di byte che desiderate inviare.</p>
<p>Per esempio, supponiamo che la rete presenti scarse prestazioni durante la connessione a un host. Sospettate che si sia verificata la perdita di pacchetti, ma il ping ha sempre dato esito positivo. Pertanto, decidete di dire al ping di utilizzare un pacchetto di dimensioni di 1.024 byte. Per farlo, dovete utilizzare il seguente comando:<br />
<em><br />
</em>Ping 192.168.1.1 -L 1024</p>
<p><strong>Time-to-live</strong></p>
<p>Il prossimo concetto di cui parleremo in relazione al comando ping è quello di time-to-live (TTL).</p>
<p>Internet è costituita da un enorme numero di router che sono collegati gli uni agli altri e ogni router è connesso ad almeno due altri router. L&#8217;idea alla base di questa architettura è che se un link fallisce dovrebbe essere disponibile almeno un altro percorso che porti comunque i pacchetti a destinazione.</p>
<p>Il problema con questo tipo di architettura è che, in determinate circostanze, l&#8217;interruzione sui link può portare i pacchetti a viaggiare in circolo all&#8217;infinito, senza mai effettivamente raggiungere la destinazione.</p>
<p>In questa situazione entra in gioco il valore di TTL. Pensate al TTL come a un meccanismo di &#8220;auto-distruzione&#8221; del pacchetto. Anche se può variare in funzione del sistema operativo usato, il valore di TTL è inizialmente fissato a un numero piuttosto elevato. Ogni volta che il pacchetto viaggia attraverso un router, gli viene detto di eseguire un salto. Quando si verifica un salto, il valore di TTL viene decrementato di uno. Se TTL raggiunge lo zero, il pacchetto viene distrutto. Ciò evita a un pacchetto che “si è perso” di viaggiare in Internet per l&#8217;eternità.</p>
<p><strong>Traceroute</strong><br />
Un altro motivo per cui TTL è molto utile è che un tool per l&#8217;individuazione dei problemi chiamato traceroute (tracert) si basa su tale valore. L&#8217;uso del comando ping è indicato per il troubleshooting di problemi in reti di piccole dimensioni dove l&#8217;host remoto è molto vicino all&#8217;host di partenza, ma quando si tratta di Internet o di una WAN (Wide Area Network), l&#8217;host remoto può essere a migliaia di chilometri di distanza.</p>
<p><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/tracert.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2183" style="margin: 10px;" title="tracert" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/05/tracert.jpg" alt="" width="200" height="140" /></a></p>
<p>In questo caso, il pacchetto ICMP generato dal comando ping può dover viaggiare attraverso decine di router per raggiungere l&#8217;host remoto. È possibile che occasionalmente vi troviate in situazioni in cui l&#8217;host locale o l&#8217;host remoto, oppure entrambi, stiano lavorando correttamente, ma uno dei router da qualche parte lungo il percorso sta avendo problemi. Per fortuna, potete utilizzare il comando tracert per diagnosticare questo tipo di problemi.</p>
<p>Il comando tracert è basato sul comando ping. L&#8217;idea alla base è che tracert invii un pacchetto ICMP all&#8217;host remoto, ma con il valore di TTL impostato a uno. Questo fa sì che il primo router incontrato rinvii un TTL scaduto nel messaggio di transito. Tale messaggio contiene le informazioni atte a identificare il router che lo ha prodotto. L&#8217;identificazione del router viene documentata e quindi il pacchetto ICMP viene inviato di nuovo, ma con un valore di TTL pari a due.</p>
<p>Questa volta, il pacchetto ICMP raggiunge il secondo router prima che scada il valore di TTL. Questo processo viene ripetuto, ogni volta aumentando di uno il valore di TTL, fino a quando l&#8217;host viene raggiunto.</p>
<p>Tale procedimento vi permette di avere un report di tutti i router tra l&#8217;host locale e quello remoto. È possibile utilizzare queste informazioni per individuare i problemi lungo il percorso che possono influenzare il flusso del traffico.</p>
<p>L&#8217;uso del comando tracert è molto simile a quello del comando ping. Per farlo, è sufficiente digitare il comando tracert seguito dall&#8217;indirizzo IP o dal domain name completo dell&#8217;host remoto.</p>
<p>Ci sono un paio di cose da tenere a mente quando si usa il comando tracert. In primo luogo, alcuni host utilizzano un firewall per bloccare i pacchetti ICMP. In questo caso, vi potrebbe capitare che una serie di asterischi vi indichi che il traceroute non è stato in grado di ottenere informazioni da un particolare host.</p>
<p>Un&#8217;altra regola da ricordare è che, come accade con gli host, a ogni router viene assegnato un indirizzo IP. Indipendentemente dal fatto che siano usati per gli host o per i router, gli indirizzi IP sono strutturati in un modo che consentano di riferire la loro ubicazione geografica. Infatti, a volte il tracert fornisce questa informazione geografica o anche una descrizione del router.</p>
<p align="left">Se però volete maggiori informazioni ci sono tool di terze parti in grado di monitorare graficamente il comando tracert basandosi proprio su tale informazione geografica.</p>
<p align="center"><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Classifica internazionale di invio Spam: India prima classificata</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/classifica-internazionale-spam-india-prima-classificata/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8216;India quest&#8217;anno ha conquistato  il titolo di paese  primo produttore nel mondo di spam, prendendo il posto degli Stati Uniti. Lo rivela una classifica stilata dalla societa&#8217;  di sicurezza informatica SophosLabs, secondo la quale il 9,3% delle mail Spam inviate in tutto il mondo provengono o passano da computer indiani. Nell’ultimo rapporto Dirty Dozen, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L<strong>&#8216;India </strong>quest&#8217;anno ha conquistato  il titolo di paese  primo produttore nel mondo di <strong>spam</strong>, prendendo il posto degli <strong>Stati Uniti</strong>. Lo rivela una classifica stilata dalla societa&#8217;  di sicurezza informatica <strong>SophosLabs</strong>, secondo la quale il <strong>9,3%</strong> delle mail <strong>Spam</strong> inviate in tutto il mondo provengono o passano da computer indiani.</p>
<p><span id="more-2136"></span></p>
<p>Nell’ultimo rapporto <strong>Dirty Dozen</strong>, dove vengono monitorati periodicamente i 12 paesi che contribuiscono maggiormante alla diffusione dello spam,  il<strong> 9.3%</strong> dei messaggi di spam diffusi nel mondo arrivano dall’<strong>India</strong>, gli <strong>Stati Uniti</strong> sono al secondo posto con l’<strong>8.3%</strong> e chiudere la classifica  la <strong>Corea del Sud</strong> con il <strong>5.7%</strong>.</p>
<p>Eccovi la classifica completa:</p>
<p>1. India 9.3 per cent (percentuale sul totale globale di messaggi indesiderati registrati)<br />
2. USA 8.3 per cent<br />
3. Corea del Sud 5.7 per cent<br />
4. Indonesia 5.0 per cent<br />
4. Russia 5.0 per cent<br />
6. Italia 4.9 per cent<br />
7. Brasile 4.3 per cent<br />
8. Polonia 3.9 per cent<br />
9. Pakistan 3.3 per cent<br />
10. Vietnam 3.2 per cent<br />
11. Taiwan 2.9 per cent<br />
12. Peru 2.5 per cent</p>
<div id="attachment_2159" class="wp-caption aligncenter" style="width: 620px"><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/spam-chart.jpg"><img class="size-full wp-image-2159" title="Classifica Spam" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/spam-chart.jpg" alt="" width="610" height="395" /></a><p class="wp-caption-text">Classifica Spam 2011</p></div>
<p>Questo rapporto ci fornisce però anche una buona notizia:  rispetto allo scorso anno c&#8217;è stata una netta diminuzione dello spamming tramite  mail, forse per il fatto che gli spammer utilizzano sempre più  i più diffusi social network per l&#8217;invio di pubblicità spazzatura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il cloud computing è ovunque</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/il-cloud-computing-e-ovunque/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 15:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Cloud computing è diventato uno dei principali argomenti di internet di oggi, in particolare nel settore hosting. Oggi, il cloud computing è ovunque. Non riusciamo nemmeno a ricordare quando il termine cloud computing sia stato coniato per la prima volta. E&#8217; stato divulgato all&#8217;improvviso e, come le nuvole vere, il termine è comparso dal nulla. Il predecessore del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><span>Cloud computing è diventato uno dei principali argomenti di internet di oggi, in particolare nel settore hosting. </span><span>Oggi, il cloud computing è ovunque. </span><span>Non riusciamo nemmeno a ricordare quando il termine cloud computing sia stato coniato per la prima volta. E&#8217;</span><span> stato divulgato all&#8217;improvviso e, come le nuvole vere, il termine è comparso dal nulla.</span></span></p>
<p><span id="more-2121"></span></p>
<p><strong>Il predecessore del cloud computing</strong></p>
<p><span><span>Il predecessore del Cloud computing, il Software as a Service (SaaS) è ​​ancora utilizzato tanto quanto il cloud computing. </span><span>Questi termini industriali riassumo la (ri) scoperta che Internet potrebbe essere molto più di semplice testo, filmati ed immagini su un sito web. </span><span>Cloud computing e SaaS possono servire come piattaforma applicativa. </span></span></p>
<p><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/cloud.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2126" title="cloud" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/cloud.jpg" alt="" width="559" height="399" /></a></p>
<p><strong>Ricordando ASP</strong></p>
<p><span><span>Torniamo indietro di 10 anni. </span><span>A quel tempo, gli esperti del settore di tutto il mondo, stavano discutendo sull&#8217; Application Service Provider (ASP). </span><span> </span><span>Se si confrontano gli argomenti dell&#8217; ASP con gli argomenti di oggi per il cloud computing, si può notare una notevole somiglianza. </span><span>Questo vale anche per tutti gli argomenti contro entrambi gli applicativi. </span><span>Sappiamo tutti che l&#8217;ASP è morto con il tempo, ma ciò non significa che il cloud computing dovrà affrontare lo stesso destino.</span></span></p>
<p><strong>Cloud Computing,  e la sicurezza dei dati </strong></p>
<p>La sicurezza informatica, di fatto, si basa sulla fiducia. L’utente si deve fidare dell’hardware, del sistema operativo, del software, dell’Internet provider. Ognuno di questi può minare la sicurezza dei nostri dati: un crash del sistema, un virus nel software, ecc.. Il cloud computing aggiunge un ulteriore elemento di cui ci si deve fidare.</p>
<p>Finché il computer è all’interno della nostra rete, abbiamo tutti i mezzi per proteggerlo. In un modello come quello del cloud computing, non possiamo che fidarci di chi ci offre il servizio, perché non abbiamo altra possibilità.</p>
<p><strong>Il Cloud computing nel business.</strong></p>
<p>Usare il cloud computing aiuta i business di tutte le dimensioni ad essere più produttivi, liberando capacità di management e competenze tecniche di figure professionali che hanno la possibilità di concentrarsi su aree di lavoro a maggior rendimento. Ci sarà una nuova gamma di opportunità di lavoro che si apriranno, come risultato del passaggio sulla &#8220;nuvola&#8221;.</p>
<p>Mano a mano che le imprese migrano da server proprietari alla virtualizzazione e al cloud computing, gli imprenditori hanno bisogno di nuove risorse più tecniche caratterizzate da stipendi superiori alla media.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scegliere il dominio perfetto per un servizio di Web Hosting</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/scegliere-il-dominio-web-hosting/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 10:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Le persone solitamente cercano di trovare una parola magica e la registrano come indirizzo web sperando di effettuare molto traffico. Quando questo succede ad aziende che offrono servizi di web hosting, bisognerebbe registrare nomi a dominio che contengano “web hosting” come parte dell’indirizzo web. Alcuni sostengono che aggiungere questa parola chiave al loro dominio risulti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/business.jpg"><br />
</a>Le persone solitamente cercano di trovare una parola magica e la registrano come indirizzo web sperando di effettuare molto traffico.</p>
<p>Quando questo succede ad aziende che offrono servizi di web hosting, bisognerebbe registrare nomi a dominio che contengano “web hosting” come parte dell’indirizzo web.</p>
<p>Alcuni sostengono che aggiungere questa parola chiave al loro dominio risulti fondamentale al fine di raggiungere un rank alto sui motori di ricerca. Sarà vero? Certo che no.</p>
<p><span id="more-2065"></span></p>
<p>Non ricordo assolutamente di aver mai visto Webhosting.com oppure Hosting.com tra i primi risultati al massimo del rank, inserendo termini di ricerca come “web hosting” oppure “hosting”.</p>
<p>Hosting.com è sempre stato al nel rank usando la parola chiave “hosting”.</p>
<p>Risulterebbe alquanto strano se un popolare servizio di web hosting non registrasse hosting.com per essere classificato tra i primi risultati con la stessa parola chiave.<a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/web-hosting.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2066" style="margin: 10px;" title="web-hosting" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/web-hosting-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Allo stesso tempo, questo sito web non è stato nella prima pagina di Google cercando la frase “web hosting”</p>
<p>per anni; ciò significa che il sito internet non è ottimizzato o non è abbastanza rilevante.</p>
<p>( Ad ogni modo non si può dubitare della rilevanza in rank di Hosting.com usando nella ricerca le parole “web hosting”)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tornando al titolo diquesto articolo: quali sono gli strumenti necessari per formulare il dominio perfetto?</strong></p>
<p>E’ fondamentale tenere a mente che tipologia di web hosting correlato ad un sito web si ha intenzione di lanciare.</p>
<p>Ci sono differenti approcci a seconda dei differenti scopi che ci si è proposti di raggiungere.</p>
<p>Quando si sceglie un nome per un web hosting provider, si potrebbe chiamare “Crazy Chicken”,“web nest”, “webware” etc nomi che risultano di facile memorizzazione per il consumatore.</p>
<p>GoDaddy e FatCow sono alcuni esempi di società che hanno puntato su un dominio difficile da dimenticare.</p>
<p>Un’altra opzione è</p>
<p>la registrazione di un indirizzo web che contenga le parole “hosting”, “host” e/o “web hosting”. Questa è certamente un’opzione da considerare, ma non aiuterà poi così tanto per far conoscere e riconoscere uno specifico brand.</p>
<p>Hostway, HostMySite, HostGator, Host Color, etc sono solo alcuni esempi di siti che hanno deciso di includere la parola “host” come parte principale del loro dominio. Esistono un sacco di domini che contengono la parola hosting come parte principale del loro nome.</p>
<p>In tutta onestà, credo che in fin dei conti sia una buona idea includere la parola “host” come parte integrante del nome a dominio di ogni web hosting provider, comunque le parole chiave web hosting e hosting sono molto più utilizzate quando ci si riferisce a siti internet di comunicazione oppure indici e categorie di web hosting.</p>
<p><a href="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/business.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2068" style="border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px; margin: 10px;" title="business" src="http://www.shellrent.com/wp-content/uploads/2012/04/business-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p>Chiunque sia interessato nel web hosting, come cliente, come provider o come un giornalista conosce WebHostingTalk.com, Webhostinggeeks, Webhostdir, Webhosting.info, FindMyHosting.com etc.</p>
<p>E’ possibile includere dei numeri come ad esempio 123reg.co.uk (un popolare dominio per la registrazione domini) oppure 1and1 (uno delle più grandi compagnie di web hosting del mondo).</p>
<p>Il nome perfetto per il sito della tua azienda deve rispondere alla domanda COSA FA LA NOSTRA SOCIETA’? Un ottimo esempio è WeDoHosting.com uno dei più popolari servizi di web hosting provider del Canada.</p>
<p>Il migliore dominio sarà quello che manda il messaggio più efficace al target della clientela a cui vengono riferiti i servizi.</p>
<p>Occorre però ricordare che spesso e volentieri l’indirizzo web potrebbe già essere stato registrato da qualcun altro.</p>
<p>Oggi il mercato del web hosting è saturo e non ci sono molti domini ancora liberi.</p>
<p>A coloro che si stanno preparando per affacciarsi in questo mercato è richiesto quindi di usare veramente l’immaginazione.</p>
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		<title>Cpanel rilascia la nuova versione 11.32</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/cpanel-rilascia-la-nuova-versione-1132/</link>
		<comments>http://www.shellrent.com/news/cpanel-rilascia-la-nuova-versione-1132/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 10:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.shellrent.com/?p=2048</guid>
		<description><![CDATA[CPanel ha rilasciato la nuova versione 11.32 del Pannello di Controllo e della soluzione Web Host Manager. La nuova release presenta numerosi miglioramenti alla struttura di posta elettronica e alle schermate di login, il supporto per DKIM e include anche il sistema di statistiche Logaholic. Per la posta elettronica i miglioramenti vanno dalla possibilità di intervenire su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>CPanel</strong> ha rilasciato la nuova versione <strong>11.32</strong> del <strong>Pannello di Controllo</strong> e della soluzione <strong>Web Host Manager</strong>.</p>
<p>La nuova release presenta numerosi miglioramenti alla struttura di posta elettronica e alle schermate di login, il supporto per <strong>DKIM</strong> e include anche il sistema di statistiche <strong>Logaholic</strong>.</p>
<p><span id="more-2048"></span></p>
<p>Per la posta elettronica i miglioramenti vanno dalla possibilità di intervenire su messaggi multipli, alla scelta dell&#8217;utente e alla ricerca delle mail in coda.</p>
<p>È stato inoltre semplificato il processo di ricerca e risoluzione dei problemi di mail delivery.</p>
<p>Inoltre è stato aggiunto il supporto al mail delivery per utenti <strong>WHM</strong> ed email trace per utenti <strong>cPanel</strong> e webmail.</p>
<p>La pagina di login di default utilizzerà la lingua del browser dell&#8217;utente, sono state inserite oltre 14 lingue per garantire un supporto globale.</p>
<p>La nuova versione rilanciata da <strong>cPanel</strong> supporta <strong>DKIM</strong>, che potrà essere gestito da un account <strong>cPanel</strong> attraverso la funzione di autenticazione email.</p>
<p>Nella versione <strong>11.32</strong>, tra le altre novità,  c&#8217;è il nuovo <strong>Exim Configuration Editor</strong>, il supporto per <strong>MYSQL 5.5</strong> e <strong>MyDNS-NG</strong>, miglioramenti nella gestione dei file attraverso l&#8217;interfaccia file manger di <strong>cPanel</strong>, il supporto <strong>IPv6</strong> e una riduzione del sovraccarico di memoria per <strong>cphulk, cpsrvd</strong> e <strong>cpdavd</strong> in caso di inattività.</p>
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		<title>Il file Htaccess</title>
		<link>http://www.shellrent.com/news/utilizzare-il-file-htaccess/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 19:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.shellrent.com/?p=1985</guid>
		<description><![CDATA[In questa piccola guida vi spiegheremo cos&#8217;è il file .htaccess, i requisiti necessari per corretto funzionamento di esso, e  ovviamente come crearlo. Cos’è il file .htaccess? Il file .htaccess è un file di testo in formato ASCII che detta istruzioni al webserver Apache. Stabilizza delle regole che valgono per la directory, e sottodirectory, in cui è inserito. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questa piccola guida vi spiegheremo cos&#8217;è il file .htaccess, i requisiti necessari per corretto funzionamento di esso, e  ovviamente come crearlo.</p>
<p><span id="more-1985"></span></p>
<h3>Cos’è il file .htaccess?</h3>
<p>Il file<strong> .htaccess</strong> è un file di testo in formato <strong>ASCII</strong> che detta istruzioni al <strong>webserver</strong> <strong>Apache</strong>. Stabilizza delle regole che valgono per la directory, e sottodirectory, in cui è inserito.</p>
<h3>Requisiti del server</h3>
<p>Il file .<strong>htaccess</strong> funziona su sistemi <strong>Linux</strong> o <strong>Windows</strong> aventi un webserver <strong>Apache</strong>. Per poter compiere alcune operazioni occorre che, determinati moduli di apache, ad esempio <strong>mod_rewrite</strong>, siano attivi, o che si abbiano i permessi per poterli attivare direttamente dal file.</p>
<h3>Creare il file .htaccess</h3>
<p>Per chi non gestisce abitualmente un <strong>Web server</strong>, e quindi non ha confidenza  con questo strumento, è disponibile un servizio veramente pratico chiamato <strong>.htaccess redirect</strong>. Questo tool permette di generare il codice da scrivere all’interno di questo tipo di file attraverso un apposito modulo.</p>
<p><img src="http://blog.mrwebmaster.it/files/2010/04/htaccess_redirect-300x194.gif" alt="" width="300" height="194" /></p>
<p>Con questa applicazione è possibile definire ogni caratteristica di un <strong>.htaccess</strong> e ogni istruzione che si desideri inserire all’interno, con lo scopo di redirezionare il traffico Internet su uno specifico sito Web.  Questo tool permette anche di definire pagine di errore,  bloccare l’<strong>hotlinking</strong>, bloccare utenti sulla base di indirizzi IP e molto altre funzioni.</p>
<h2>Caricare il file file .htaccess sul server</h2>
<p>Per caricare il file <strong>.htaccess</strong> sul server si puo&#8217; utilizzare un normalissimo<strong> client ftp</strong> ( FileZilla, Leech Ftp, etc..) facendo attenzione ad abilitare l&#8217;opzione <strong>Visualizza file nascosti</strong>.<br />
Il file va caricato nella <strong>root</strong> del sito (la cartella principale del sito). I <strong>permessi del file</strong> vanno settati per sicurezza a <strong>640</strong></p>
<h3>Istruzioni del file .htaccess</h3>
<p>Con il file<strong> .htaccess</strong> si possono creare pagine di errore personalizzate, effettuare il reindirizzamento di pagine utilizzando le <strong>regular expressions</strong>, creare limitazioni per l’accesso alle cartelle, creare indirizzi seo friendly e molto altro.</p>
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