Lo I.E.T.F. fa un passo in avanti e annuncia l’uscita del nuovo Standard 2.0 prevista per novembre 2014, una nuova versione del protocollo più conosciuto che supererà i limiti storici dell’ HTTP.


Annunciata dallo IETF (Internet Engineering Task Force), responsabile della manutenzione del protocollo internet, la nuova versione 2.0 sembra esser stata pensata più per soddisfare l’ambito tecnologico che le logiche del marketing.

Per chi non lo sapesse la IETF è un organismo internazionale, libero, composto da tecnici, specialisti e ricercatori interessati all’evoluzione tecnica e tecnologica di Internet, nato con l’intento di mettere in comune un enorme patrimonio di conoscenze e risorse, è stato una delle prime “creazioni” collaterali del World Wide Web.

Ciò che differenzia IETF da enti ed organizzazioni più tradizionali, è la sua struttura aperta: il lavoro viene svolto da gruppi di lavoro che operano soprattutto tramite mailing list, aperte alla partecipazione di chiunque sia interessato, e che si riuniscono tre volte l’anno. I gruppi di lavoro si occupano ciascuno di uno specifico argomento e sono organizzati in aree (protocolli applicativi, sicurezza, ecc…), in modo da coprire tutte le aree scientifiche e tecnologiche dalla rete. Il frutto del lavoro di ogni gruppo si traduce in dei documenti denominati RFC (Request For Comments) che vengono sottoposti alla IESG (Internet Engineering Steering Group) per il loro avanzamento a standard ufficiale.

Detto ciò, i tratti positivi del nuovo protocollo sono:

  • Anzitutto la velocità. Un miglioramento delle performance del protocollo (date dall’introduzione di tecnologie come il multiplexing e la compressione header), hanno introdotto un notevole miglioramento soprattutto per i dispositivi e applicazioni mobili. Si potrebbe tranquillamente affermare che HTTP 2.0 è funzionale alla tecnologia Mobile, avendo un impatto positivo sull’esperienza degli utenti, i costi operativi e ambientali, nonché la durata della batteria dei dispositivi che utilizziamo ogni giorno.
  • In secondo luogo, l’obbligo dell’utilizzo del certificato SSL, che potrebbe essere percepito come uno svantaggio, visto che per installare tale certificazione bisogna sostenere un costo.

Ma adottando una visione più ampia e non miope, la certificazione SSL protegge e da garanzia di sicurezza ai propri utenti, tutelandoli da:

  • furti di identità (malintenzionati che si spaccino “autorevolmente” per brand o siti altrui)
  • phishing (pagine ingannevoli predisposte a rubare i dati personali degli utenti facendogli credere che si tratti del sito originale)

C’è chi, in ogni caso, ha ravvisato un punto critico nell’obbligatorietà dell’utilizzo dell’SSL.

Tale protocollo, infatti, può rendere inefficaci alcune applicazioni di diagnostica utilizzate per analizzare in tempo reale il traffico dati.

Dunque un’azione benevola, come il monitoraggio del traffico e dei dati, potrebbe subire notevoli restrizioni proprio con l’applicazione dell’HTTP 2.0.

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L’introduzione del nuovo standard vuole comunque essere un vantaggio per tutti, garante di maggior sicurezza; pur tenendo conto di alcune limitazioni che richiedono di essere affrontate, si annuncia come un passo in avanti nel mondo del Web.