L’Internet Engineering Task Force (IETF), l’organismo internazionale responsabile degli standard tecnici della Rete, ha da poco approvato un nuovo codice di stato del protocollo http: Error 451.

Questo codice verrà utilizzato per segnalare all’utente che la pagina che cerca di visualizzare è stata bloccata per ragioni legali come la censura governativa (Unavailable For Legal Reasons).

Error-451Il nome dell’errore è stato ispirato dal romanzo Fahrenheit 451, dello scrittore Ray Bradbury, la cui trama tratteggia una società tutt’altro che utopica in cui è vietato possedere e leggere libri.

Da qui l’ispirazione per evidenziare maggiormente il controllo statale sul web.
La proposta della sua creazione era stata avanzata ancora nel 2013 da Tim Bray, ingegnere di Google per marcare il distinguo tra l’errore 403 (il server ha capito la richiesta, ma si rifiuta di eseguirla) e il blocco voluto che ritroviamo nel 451.
Il suggerimento era stato dato direttamente da Terence Eden dopo l’interruzione per violazione di copyright di Pirate Bay, ma la richiesta non era stata accolta.

Ciò che ha spronato lo IETF a prendere in considerazione la proposta, è stato il continuo accrescere del controllo su internet, diventato sempre più forte e insistente, tanto che gli utenti desiderano sapere se un sito o una pagina sono bloccati per i suoi contenuti o per altre motivazioni.
Lo stesso report stilato dall’organizzazione non governativa, Freedom House, ha mostrato come nel 2015 la libertà online sia diminuita in tutto il mondo per il quinto anno consecutivo, per ragioni politiche, religiose, sociali.
In molti stati si è alzato anche il livello di sorveglianza e in molti hanno provato a limitare o proibire strumenti che proteggono la privacy, ad esempio la crittografia. Basti pensare alla Francia, che dopo la strage di Charlie Hebdo, ha emanato una legge paragonata al Patrioct Act statunitense.

Al di là di alcuni cenni storici riguardanti la nascita di questo nuovo codice, ricordiamo che la sua esistenza non impone il suo utilizzo. Tutto dipende dalla volontà del programmatore del server.

Per sdrammatizzare pensiamo all’errore 418 usato da Google per i suoi scherzetti: l’Hyper Text Coffee Pot Control Protocol (HTCPCP). Un protocollo di rete per il controllo, il monitoraggio e la diagnostica delle caffettiere, pubblicato per il pesce d’aprile del
1998.

L’errore avverte che il server a cui l’utente si vuole collegare è una teira e non è in grado di preparare il caffè!