Google e la Ricerca Semantica.

Dimenticate le parole chiave, le “virgolette” per migliorare la query, il futuro delle nuove tecniche di ricerca online è vicino, e si chiama Ricerca Semantica.

Un sistema che si avvicina al linguaggio umano, permetterà di dialogare con il proprio personal computer e darà la possibilità di effettuare query grazie alla nostra voce, un pò come Siri del mondo Apple, e chi, se non il più utilizzato motore di ricerca al mondo come Google, sta diventano l’imprimatur di questa nuova tecnologia.

L’indiscrezione sul nuovo lancio di Google verso la ricerca semantica, arriva da un articolo pubblicato dal Wall Street Journal, dove Amit Singhal, search executive di Google, dichiara che la grande “G” sarebbe già pronta a introdurre alcune importanti novità che cambieranno sensibilmente il funzionamento del motore di ricerca. Non saranno più solo i link in legati alle query di ricerca , ma anche dati e informazioni riferite al significato delle keyword relazionate al contesto.

Amit Singhal continua dicendo che Google cercherà i risultati della ricerche all’interno di uno sterminato database di “entità”, raccolte negli anni tramite algoritmi appositamente creati e grazie all’acquisizione della start-up Metaweb Technologies.

Questo innovativo progetto è attivo dal 2010, quando ancora Siri era sconosciuto al mondo. Si tratta quindi di un’innovazione originale, non copiata da Cupertino. L’idea sarebbe di permettere al motore di ricerca la comprensione del  linguaggio umano, consentendogli di ascoltare le risposte e di reagire di conseguenza.

Google mira a fornire risultati più pertinenti attraverso la cosiddetta ricerca semantica, la tecnologia ispirata al concetto di comprensione del reale significato delle parole.

Il progetto  necessiterà ancora di diverso tempo per renderlo completo e operativo, come dichiarato dallo stesso Singhal. Occorrerà ampliare la ricerca dei dati a tutto il Web prima di attivare questo servizio.

I cambiamenti in arrivo sono fra i maggiori mai avvenuti nella storia del motore di ricerca e sicuramente influiranno sul ranking di milioni di siti Web. Nello stesso tempo, questi cambiamenti daranno sicuramente modo a Google di proporre ai propri utenti una quantità maggiore di annunci pubblicitari.

In rete,  i blogger più attenti e le testate specializzate, hanno già cominciato a mettere in dubbio lo scoop del prestigioso quotidiano.

Jacktech scrive:

“Nessuna novità da Google sul fronte della ricerca semantica: l’articolo del Wall Street Journal scritto da Amir Efrati sarebbe solo un puzzle di notizie vecchie e supposizioni personali. Che la stampa generalista abbia difficoltà a comprendere i motori di ricerca e tutto il mondo che gli gira intorno – SEO, SEM, linkbuilding, inbound marketing giusto per citare le parole più importanti e misteriose per l’utente normale – è un fatto già noto. Questa volta, però, la cantonata potrebbe essere veramente grossa perché a prenderla sarebbe stato uno dei giornali più autorevoli al mondo. E proprio l’autorevolezza della fonte ha indotto le testate di mezzo mondo a ribattere la notizia prendendola per buona”

Anche Tagliaerbe lascia un punto interrogativo dichiarando:

“A breve arriveranno dunque cambiamenti importanti, anche se Singhal – fra i più noti software engineer di Google – ha affermato che il processo verso la ‘prossima generazione della search’ è una strada che Google ha imboccato da anni: già oggi vengono forniti agli utenti risultati personalizzati e suggerimenti – istantanei – durante l’inserimento della query, e Google sarebbe già in grado di fornire risposte in base ad una sorta di ‘valutazione collettiva’ degli elementi più significativi correlati a determinate parole chiave”

 


 

 

 

By |18/03/2012 - 23:13|0 Comments