Da quando L’ICANN ne ha dato annuncio, si è creata una vera e propria corsa alle nuove estensioni.

Le ultime “liberalizzate” dall’ICANN sono: .bike, .clothing, .guru, .single, .ventures, .holdings e .plumbing. Ciò non significa che si possano registrare domini di secondo livello con queste estensioni, o altre pubblicate precedentemente.

imagesInfatti molti dei grandi Provider sia italiani che esteri, mettono a disposizione un sistema di pre-registrazione, che risponde alla logica del “first come, first served”, e che permetterà di essere tenuti informati non appena il gTLD d’interesse sarà disponibile, ma non ne garantisce l’effettiva registrazione.
Ad ogni modo, ciò che al momento è chiaro, è che per tutti i domini indicati in questo elenco è già stata definita la corrispondente registration authority ossia la società che ha titolo per la gestione del gTLD.

Per tutti gli altri domini di primo livello che molte aziende ed organizzazioni hanno chiesto di registrare, l’ICANN deve ancora arrivare ad una decisione finale.
Per molti di essi, le organizzazioni alle quali sarà concessa la gestione delle rispettive denominazioni di primo livello, potranno poi assumere il ruolo di registration authority con la possibilità di vendere a clienti di tutto il mondo, sia privati che aziende, i vari domini di secondo livello.

In attesa di poter finalmente registrare il proprio dominio con le nuove estensioni, ci sono alcuni rischi di cui l’utente finale deve essere a conoscenza.

Molti, infatti, vedono nell’iniziativa lanciata dall’ICANN un’importante opportunità di business oltre che un trampolino per il lancio di inedite operazioni di marketing.
Più che concreti, tuttavia, appaiono i rischi di domain grabbing o cybersquatting: ovvero soggetti senza scrupoli, che potrebbero registrare domini di secondo livello usando i nuovi gTLD disponibili “scimmiottando” quelli di siti web e marchi famosi.
Per chi fa impresa sul web è dunque consigliabile iniziare a valutare eventuali rischi legati all’approvazione dei nuovi gTLD e attivarsi per tempo con lo scopo di difendere il proprio brand.
Dal punto di vista giuridico si è sempre tutelati in quanto si possono far valere le proprie ragioni contro chi registra un nome a dominio uguale o troppo simile al proprio (normativa sul diritto al nome e disposizione su marchi e segni distintivi del codice civile) ma è altrettanto vero che non è possibile tutelarsi in alcun modo nel caso in cui il nome del dominio che si è scelto sia eccessivamente generico.
Per evitare di incorrere in situazioni spiacevoli è quindi bene verificare i nomi a dominio (ad esempio .com, .net, .org, .it e così via) che si posseggono ed agire tempestivamente per battere la concorrenza ed anticipare eventuali cybersquatters.