Come supportare la ricerca medica per la cura del Coronavirus SARS-CoV-2? È sceso in campo Folding@Home, il più grande progetto di calcolo distribuito: nelle ultime due settimane si è registrato un aumento delle iscrizioni del 1200%, con più di 400mila nuovi iscritti.

Come funziona?

L’utente mette a disposizione del progetto le capacità di elaborazione inutilizzate del proprio PC. Questo ha permesso di generare una potenza di calcolo di 470 PetaFLOPS, un risultato sensazionale se comparato a Summit, il supercomputer più veloce e potente di IBM, che si ferma a 148 PetaFLOPS di potenza. Un altro dato? La capacità di calcolo cumulativa ha superato gli 1,5 ExaFLOPS, cioè l’esecuzione di 1,5 miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.

Il termine folding (ripiegamento proteico) fa riferimento al modo in cui le proteine si ripiegano all’interno delle cellule del corpo umano, ottenendo la classica struttura tridimensionale.

La salute del nostro corpo si basa sulle proteine: proprio per questo, il lavoro perseguito dal progetto Folding@Home sul Coronavirus si basa sulla comprensione delle parti mobili delle proteine.

Sono milioni gli utenti iscritti a F@H che stanno dando il loro contributo alla lotta contro il virus: più sono i computer connessi al software, maggiori sono la potenza e le risorse che il progetto riesce a destinare alla ricerca.

Come partecipare?

Partecipare al progetto Folding@Home è semplicissimo: basta andare sul sito ufficiale e scaricare il software (valido su Windows, Mac e su molte distribuzioni Linux). In seguito, il programma lavorerà in background, utilizzando le risorse inutilizzate per generare simulazioni destinate alla ricerca. Maggiori simulazioni comportano una maggiore possibilità di individuare il corretto comportamento delle proteine per la cura del Covid-19.

Nel dettaglio, il client riceve dal server centrale una work unit che rappresenta i dati delle proteine da elaborare: alla fine del processo il client restituirà il risultato al server.

Un’iniziativa degna di nota per supportare i professionisti che stanno combattendo in prima linea contro il virus: è proprio vero che l’unione fa la forza.