La ricerca vocale sta rivoluzionando il modo in cui le aziende possono influenzare gli utenti per aumentare la brand awareness e portare ad una conversione finale. “Alexa”, “Hey Siri”, “Ok Google” sono ormai già pienamente entrati nelle nostre vite e questo trend accenna solo ad aumentare.

L’introduzione del nuovo algoritmo di Google, BERT (Bidirectional Encoder Representations from Transformers), ha l’obiettivo di migliorare la comprensione del linguaggio naturale dell’utente (NLP, Natural Language Processing), anche quando utilizza gli assistenti vocali. L’innovazione sta nella capacità di esaminare un testo in senso bidirezionale. Prima le frasi erano lette da sinistra a destra o viceversa. Con il nuovo aggiornamento Google può analizzarle da entrambi i lati, afferrando il significato di un termine in base al contesto delle parole che lo circondano.
Cogliendo le sfumature, il nuovo update riesce ad interpretare con maggiore precisione le domande degli utenti e i loro bisogni, offrendo nella SERP risultati più attinenti.

Quali sono i vantaggi della ricerca vocale?

La ricerca vocale ci consente di comunicare più velocemente e BERT favorirà la comprensione di moltissime query conversazionali, sempre più utilizzate grazie alla ricerca vocale. Come dichiara Google,

Questi cambiamenti sono orientati al miglioramento della comprensione del linguaggio, in particolare per query più linguistiche/conversazionali, in quanto BERT è in grado di aiutare la ricerca a comprendere meglio la sfumatura e il contesto delle parole nelle ricerche e ad abbinare meglio quelle query con risultati utili.

L’obiettivo è rendere la ricerca più naturale e umana. In media noi pronunciamo circa 150 parole al minuto, ma riusciamo a digitarne al massimo 40. Parlare ci consente di comunicare più velocemente, trasmettendo il tono di voce e senza la necessità di avere uno schermo sottomano.

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Le ricerche confermano il trend

Il fatto che la ricerca vocale sia uno dei principali trend del 2020 è confermato da molte ricerche di società specializzate:

  • ComScore stima che nel 2020 il 50% delle ricerche online sarà effettuato con la ricerca vocale.
  • Gartner prevede che nel 2020 il 30% delle sessioni di navigazione includerà la ricerca vocale e verrà eseguito senza schermo.
  • Google sostiene che le ricerche effettuate tramite voce hanno una probabilità 30 volte maggiore di trovare una conversazione rispetto alle ricerche testuali.

Il fenomeno della ricerca vocale sta riscuotendo crescente interesse ed è sempre più virale.  Basti pensare al social network HearMeOut, una piattaforma basata sulla voce in cui possiamo condividere registrazioni vocali di 42 secondi.

Cosa cambia in ottica SEO?

In un sistema basato sull’intelligenza artificiale e la possibilità di connettere tra di loro i vari dispositivi intelligenti, la ricerca vocale è un comportamento che ci abitueremo presto ad adottare con maggiore frequenza.

Con il nuovo algoritmo, la ricerca vocale inciderà sulle query nei motori di ricerca e sarà utile adattare il contenuto delle pagine web in ottica VEO (Voice Engine Optimization), un nuovo paradigma SEO. Secondo alcune stime, BERT influirà sul 10% delle SERP: non tutte le query e le pagine del sito verranno riposizionate ma è consigliato tenere la situazione sotto controllo per eventuali modifiche.

Per agevolare il posizionamento sfruttando la ricerca vocale, è consigliato inserire keyword a coda lunga, o long-tail, più conversazionali così da favorire la comparsa del risultato.

Anche le recensioni giocheranno un ruolo centrale per il posizionamento nella SERP: nel cercare “Qual è il migliore ristorante vicino a me?”, il motore di ricerca ti mostrerà i locali con il punteggio più alto.

Gli utenti inizieranno ad usare sempre di più la prima persona verbale nelle ricerche, proprio come se fosse una reale conversazione. La ricerca di parole come posso, devo, ho bisogno, continuerà ad aumentare. Si passerà da mediamente 2 parole chiave nella ricerca scritta, a 7 parole chiave nella ricerca vocale e a dominare saranno le question words (cosa, come, dove, quanto, quale, quando): parole che usiamo spesso quando parliamo e che manteniamo anche nella ricerca vocale.

I contenuti, in ottica VEO, dovranno contenere non solo le parole chiave ma anche le possibili domande che gli utenti potrebbero fare.

In sostanza, sarà tutto incentrato sul migliorare l’esperienza degli utenti.

Anche tu usi spesso la ricerca vocale?

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