Lo scorso 6 dicembre è uscito il più recente aggiornamento di WordPress, il quale introduce un nuovo rivoluzionario editor di composizione dei contenuti Gutenberg.

Proprio come l’inventore dei caratteri mobili che rivoluzionarono la stampa in Europa nel XV secolo, anche il nuovo editor predefinito di WordPress 5.0 si prefigge di mutare il modo di creare contenuti per il web.

Ricordiamo che WordPress è il CMS (Content Management System) più utilizzato al mondo per la creazione di siti web (18 milioni sono basati su di esso), forte del suo carattere intuitivo e del semplice strumento di creazione degli articoli.

Cos’è Gutenberg?

Gutenberg è stato introdotto come plugin ancora già qualche mese fa, come beta (ossia come software non ancora completamente sviluppato), al fine di essere testato dagli utenti e che i medesimi avessero modo di fornire dei feedback per il miglioramento del medesimo prima del lancio ufficiale in concomitanza del nuovo WordPress 5.0.

Gli sviluppatori di Gutenberg si sono posti l’obiettivo di fornire un tool più rapido, immediato e completo che migliori l’esperienza di produzione e diffusione dei contenuti.

Ciononostante, occorre dire che Gutenberg si presenta ancora con qualche piccolo bug, ma ciò non significa che non sia un prodotto valido, anzi, introduce diverse funzioni che migliorano decisamente l’esperienza di produzione dei contenuti sul CMS.

La novità su tutto: i blocchi

Gutenberg non è un nome scelto a caso, in maniera similare ai caratteri mobili del tipografo tedesco, l’editor si basa su blocchi che si possono spostare e riordinare in modo pratico e intuitivo nella pagina di creazione degli articoli. All’interno di ogni blocco sono inseriti i contenuti: testuali, immagini, collegamenti esterni (es. Youtube, Facebook…) e altro ancora.

Il fine di quest’organizzazione a blocchi è ampliare le possibilità di personalizzazione del layout, senza dover passare in html, il quale richiede maggiori competenze tecniche riguardo la padronanza del linguaggio ed interrompe il processo di scrittura del contenuto. Fino alla versione 4.9 di WordPress per creare layout avanzati ed originali era infatti necessario inserire righe di codice, oppure dotarsi di plugin che svolgessero tale funzione (rallentando di conseguenza il sito web).

Ora, con il sistema a blocchi, è possibile visualizzare sempre in modo chiaro quello che si vedrà una volta che la pagina andrà online. Tale modello si definisce con l’acronimo WYSIWYG (What you see is what you get), il quale dà costantemente una visione d’insieme che funge da anteprima di ciò che sarà pubblicato. È inoltre possibile salvare i layout come predefiniti, al fine di riutilizzarli in futuro, mantenendo uno stile univoco anche per i contenuti successivi, senza essere vincolato strettamente al tema installato.

I blocchi di contenuto possono essere ridisposti a piacere sulla pagina in qualsiasi momento, grazie alla funzione drag-and-drop, o con le frecce “porta su, porta giù”. Prima di Gutenberg tale operazione implicava evidenziare l’area interessata, quindi prodigarsi in un taglia-incolla con il rischio di dimenticare delle parti che costringevano a rifare la procedura, perdendo tempo e rendendo frustranti le modifiche.

Inoltre, con Gutenberg è possibile eseguire il copia-incolla di testi provenienti da documenti Word o Google Docs mantenendo la formattazione, senza dover ricorrere all’utilizzo di altri plugin o intervenendo sull’html. In ogni caso, con un semplice click, sarà comunque possibile lavorare sul codice, sia sull’intero documento che solamente sul singolo paragrafo interessato.

La produzione testuale infatti potrà essere gestita dividendo i singoli paragrafi per blocchi differenti. In questo modo, oltre che a fini di riordino a scrittura compiuta, sarà più facile intervenire sul singolo paragrafo, in quanto sarà visivamente e rapidamente distinguibile dagli altri.

La funzione auto-save

Altro punto che faciliterà molto la vita a chi produce i contenuti è l’autosalvataggio nel caso in cui sia caricata un’altra pagina o si clicchi erroneamente sul tasto “Indietro” nei browser. Poteva capitare che eseguendo delle ricerche parallele ad un documento in produzione su WordPress, si perdesse il salvataggio proprio per un’uscita accidentale dalla pagina. Ciò è ora possibile poiché i contenuti sono salvati in locale e non è richiesto il salvataggio sul server.

 

Infine, nel caso in cui dovessi trovarti male con Gutenberg, sarà possibile disabilitarlo e tornare all’editor classico. Consigliamo comunque di fare pratica e testarlo, producendo qualche contenuto prima di valutarlo negativamente.

Ogni rivoluzione comporta cambiamenti rapidi, occorre tempo per abituarsi al nuovo 🙂