Hai un negozio online realizzato con PrestaShop, caricato i prodotti e organizzato il catalogo, ma il sito fatica a ottenere visibilità sui motori di ricerca? Il problema potrebbe dipendere da una configurazione SEO non ottimale.
PrestaShop offre diverse funzionalità per gestire l’ottimizzazione SEO di un e-commerce, ma per ottenere buoni risultati non basta più studiare i migliori meta tag delle pagine prodotto. È necessario intervenire anche sulla struttura del sito, sull’indicizzazione, sulle prestazioni e sulla gestione dei filtri di ricerca.
In questa guida vedremo come ottimizzare la SEO di PrestaShop, con qualche consiglio utile sulle impostazioni di base fino ad arrivare ad aspetti più tecnici, come il crawl budget e la configurazione del modulo ps_facetedsearch.
Indice dei contenuti:
Come funziona la SEO su PrestaShop?
La SEO include tutte le attività che aiutano un sito web a essere individuato, compreso e correttamente indicizzato dai motori di ricerca.
Nel caso di un e-commerce, l’obiettivo è fare in modo che le pagine dei prodotti e delle categorie possano comparire nei risultati di Google quando gli utenti cercano articoli pertinenti.
PrestaShop mette a disposizione diverse funzionalità SEO, tra cui:
- personalizzazione dei meta title e delle meta description;
- configurazione degli URL delle pagine;
- gestione dei contenuti di prodotti e categorie;
- generazione di URL semplificati;
- possibilità di estendere le funzionalità SEO attraverso moduli dedicati.
Tuttavia, l’ottimizzazione SEO di PrestaShop, ma in generale di tutti i siti, richiede anche interventi tecnici, soprattutto quando il catalogo comprende numerosi prodotti, categorie, varianti e filtri di navigazione.
Vediamo quali sono gli aspetti su cui concentrarsi per ottimizzare la SEO su PrestaShop, a partire dai fondamentali.
1. Ottimizzare gli URL di PrestaShop
Gli URL rappresentano uno dei primi elementi da verificare. Un indirizzo web chiaro e descrittivo facilita la navigazione degli utenti e aiuta i motori di ricerca a comprendere il contenuto della pagina.
Ad esempio, un URL come:
www.esempio.it/123-prodotto
è meno descrittivo rispetto a:
www.esempio.it/scarpe-running-uomo
Per configurare gli URL su PrestaShop, accedi al pannello di amministrazione e raggiungi la sezione Parametri negozio > Traffico & SEO > SEO e URL. I nomi delle voci possono variare in base alla versione installata.
Da qui puoi gestire le impostazioni relative agli URL semplificati e, dove previsto, la struttura degli indirizzi.
Per una corretta ottimizzazione:
- utilizza URL brevi e facilmente leggibili;
- inserisci parole chiave pertinenti, senza ripeterle inutilmente;
- separa le parole con un trattino;
- evita parametri e caratteri superflui quando possibile;
- configura redirect 301 quando modifichi URL già pubblicati.
Attenzione: modificare la struttura degli URL di un e-commerce già indicizzato può provocare errori 404 e perdita di traffico organico se non vengono gestiti correttamente i reindirizzamenti.
2. Ottimizzare meta e contenuti
Ogni pagina dovrebbe avere un titolo SEO specifico e una descrizione coerente, che rifletta quindi il relativo contenuto. Il meta title è uno degli elementi che Google può utilizzare per comprendere l’argomento della pagina e generare il titolo mostrato nei risultati di ricerca. La meta description può essere utilizzata come anteprima e contribuire a rendere il risultato più interessante per l’utente.
Per esempio, per una categoria dedicata alle scarpe da running:
- Meta title: Scarpe da running uomo: modelli e offerte | Nome Negozio
- Meta description: Scopri le scarpe da running da uomo disponibili nel nostro shop. Confronta modelli, caratteristiche e prezzi e trova quelle adatte alle tue esigenze.
Schede prodotto
Le descrizioni dei prodotti dovrebbero essere originali, quanto più complete e utili.
Il consiglio, forse banale ma va rimarcato, è quello di inserire informazioni sulle caratteristiche tecniche, sui materiali, sulle modalità di utilizzo e sui vantaggi del prodotto.
Pagine di categoria
Le categorie svolgono un ruolo importante nella SEO di un negozio online, perché possono intercettare ricerche più generiche rispetto alle singole schede prodotto. Come ottimizzare una categoria?
- Scegli un titolo H1 chiaro;
- Pensa a una descrizione introduttiva pertinente;
- Includi collegamenti alle eventuali sottocategorie;
- Inserisci prodotti organizzati in modo intuitivo;
- Scrivi per l’utente e crea contenuti utili.
Quest’ultimo punto è fondamentale. L’obiettivo non dev’essere quello di inseguire il maggior numero possibile di parole chiave, ma creare pagine che rispondano efficacemente a un intento di ricerca.
3. Come migliorare l’indicizzazione di PrestaShop
Un sito può avere contenuti ben ottimizzati e continuare a ottenere poca visibilità se Google incontra difficoltà nella scansione o nell’indicizzazione delle pagine. Per questo è importante distinguere tre attività:
- Crawling: Googlebot visita gli URL del sito e ne recupera i contenuti.
- Indicizzazione: Google analizza le pagine e decide se inserirle nel proprio indice.
- Posizionamento: le pagine indicizzate possono comparire nei risultati di ricerca in base alla pertinenza e ad altri segnali.
La scansione di una pagina non garantisce quindi che venga indicizzata, così come l’indicizzazione non assicura un buon posizionamento.
Per verificare lo stato del tuo e-commerce puoi utilizzare Google Search Console, uno strumento gratuito che permette di monitorare la presenza del sito nei risultati di ricerca.
In particolare, controlla il report Indicizzazione > Pagine, che consente di individuare URL esclusi, errori e problemi di indicizzazione.
Verifica inoltre che le pagine importanti siano raggiungibili attraverso i link interni e presenti nella sitemap XML, senza restrizioni involontarie alla scansione.
4. Ottimizzare il crawl budget di PrestaShop
Un aspetto spesso trascurato nella SEO degli e-commerce riguarda il crawl budget, ovvero la quantità di risorse che Google dedica alla scansione di un sito in un determinato periodo.
Google non visita necessariamente tutte le pagine con la stessa frequenza. La scansione dipende da diversi fattori, tra cui la capacità del server di gestire le richieste e l’interesse del motore di ricerca per i contenuti disponibili.
Nei piccoli e-commerce il crawl budget generalmente non rappresenta una criticità prioritaria. Può però diventare importante quando il catalogo comprende migliaia di prodotti e numerose combinazioni di filtri.
Perché il crawl budget può diventare un problema?
Immagina un negozio PrestaShop che vende abbigliamento e permette di filtrare i prodotti per categoria, marca, colore, taglia, fascia di prezzo e disponibilità. Ogni combinazione può generare un URL differente. Una categoria con poche decine di prodotti potrebbe quindi produrre centinaia o migliaia di indirizzi, molti dei quali mostrano contenuti simili.
Se Googlebot tenta di visitare tutte queste combinazioni, può utilizzare parte delle proprie risorse per analizzare pagine poco rilevanti, anziché concentrarsi su nuovi prodotti e categorie strategiche. Inoltre, un numero elevato di richieste può aumentare il carico sul server, soprattutto quando la generazione dei risultati filtrati richiede interrogazioni complesse al database.
Ottimizzare il crawl budget significa quindi favorire una scansione più efficiente del sito, evitando richieste inutili e rendendo più accessibili le pagine importanti.
5. Gestire i filtri di navigazione e il modulo ps_facetedsearch
Uno dei principali elementi da controllare in PrestaShop è il modulo Ricerca per Aspetti (ps_facetedsearch), conosciuto anche come navigazione a livelli. Questo modulo permette agli utenti di filtrare i prodotti in base ad attributi e caratteristiche, semplificando la ricerca all’interno del catalogo.
È una funzionalità utile per l’esperienza di acquisto, ma può causare qualche problema SEO se non configurata correttamente.
Il problema degli URL generati dai filtri
Consideriamo una categoria con questo URL:
www.esempio.it/scarpe-running
Se l’utente seleziona un filtro, PrestaShop può generare URL aggiuntivi, ad esempio:
www.esempio.it/scarpe-running?q=Colore-Nero
E applicando ulteriori filtri, le combinazioni aumentano. Per gli utenti questa funzionalità è utile perché permette di individuare rapidamente i prodotti che stanno cercando. Per i motori di ricerca, al contrario, potrebbe comportare la generazione di numerose pagine con contenuti molto simili. Non tutte queste pagine devono necessariamente essere indicizzate.
Alcune combinazioni possono avere un valore SEO specifico, ad esempio una selezione di prodotti che risponde a una ricerca frequente. Altre, invece, non offrono contenuti sufficientemente distintivi.
La soluzione consiste nel definire quali pagine filtrate meritano visibilità organica e quali devono rimanere funzionali esclusivamente alla navigazione degli utenti.
Come limitare la scansione degli URL inutili
Uno degli strumenti disponibili è il file robots.txt, che permette di fornire istruzioni ai crawler sulle sezioni del sito da visitare.
Se le pagine generate dai filtri non devono essere scansionate, è possibile configurare regole specifiche per limitarne l’accesso.
Per esempio, nel caso di URL che utilizzano il parametro q:
User-agent: *
Disallow: /*?q=
Disallow: /*&q=
Queste regole sono soltanto un esempio: devono essere adattate alla struttura effettiva degli URL e agli altri parametri utilizzati. Prima di applicarle, è importante verificare che non impediscano la scansione di pagine utili al posizionamento.
Inoltre, il file robots.txt controlla la scansione, non garantisce la deindicizzazione. Un URL bloccato potrebbe continuare a comparire nei risultati di ricerca se Google lo scopre attraverso altri collegamenti.
Se una pagina deve essere rimossa dall’indice, occorre valutare strumenti differenti, come la direttiva noindex, assicurandosi che Google possa effettivamente leggere tale indicazione.
Utilizzare correttamente i tag canonical
Un altro strumento importante è il tag rel="canonical", che consente di indicare ai motori di ricerca quale URL rappresenta la versione preferita tra pagine duplicate o molto simili.
Per esempio, una pagina filtrata potrebbe contenere un riferimento canonical alla categoria principale:
<link rel="canonical" href="https://www.esempio.it/scarpe-running">
In questo modo si suggerisce a Google di considerare la pagina di categoria come URL principale.
Il canonical, tuttavia, è un segnale e non un comando obbligatorio. Inoltre, non impedisce automaticamente la scansione degli URL alternativi. Per questo motivo, la gestione dei canonical e quella del robots.txt devono essere pianificate insieme, evitando configurazioni contraddittorie.
6. Controllare la cache del modulo ps_facetedsearch
Oltre agli aspetti legati all’indicizzazione, il modulo ps_facetedsearch può incidere sulle prestazioni del negozio online. La ricerca per aspetti utilizza infatti meccanismi di indicizzazione e memorizzazione dei dati per rendere più veloce la visualizzazione dei risultati filtrati.
In determinate configurazioni, soprattutto su cataloghi molto grandi, la cache e le tabelle utilizzate dal modulo possono aumentare di dimensioni e richiedere maggiori risorse al database. Questo può tradursi in tempi di risposta più elevati, aumento del carico su CPU e database, rallentamenti durante la navigazione e un maggiore consumo delle risorse del server.
Per prevenire queste situazioni è consigliabile mantenere aggiornato il modulo, controllare periodicamente le dimensioni delle tabelle e verificare le funzionalità di gestione della cache disponibili nella versione installata.
Automatizzare la manutenzione con un cron job
Se il modulo e la configurazione del server lo consentono, alcune operazioni di manutenzione possono essere pianificate attraverso un cron job, cioè un’attività eseguita automaticamente a intervalli prestabiliti.
Ad esempio, può essere possibile programmare lo svuotamento della cache dei blocchi, utilizzando la funzionalità prevista dalla versione del modulo. Prima di attivare una procedura automatica, è bene verificare che sia supportata e che la frequenza scelta sia adeguata al traffico del negozio.
Una pulizia troppo frequente potrebbe infatti annullare i benefici della cache e aumentare il lavoro necessario per ricostruirla. Occorre quindi trovare un equilibrio tra velocità di caricamento, utilizzo delle risorse e aggiornamento dei dati.
7. Migliorare la velocità di caricamento di PrestaShop
La velocità di un e-commerce influisce sull’esperienza di navigazione e può incidere anche sulle conversioni. Un sito lento rischia di rendere difficoltosa la consultazione dei prodotti, soprattutto da smartphone.
Per monitorare le prestazioni puoi servirti di PageSpeed Insights, che analizza diversi indicatori, tra cui i Core Web Vitals, e in particolare:
- LCP (Largest Contentful Paint): misura il tempo necessario per visualizzare l’elemento principale della pagina.
- INP (Interaction to Next Paint): valuta la reattività del sito alle interazioni degli utenti.
- CLS (Cumulative Layout Shift): misura gli spostamenti imprevisti degli elementi durante il caricamento.
Per migliorare le prestazioni di PrestaShop puoi intervenire su più aspetti: ottimizzazione delle immagini, riduzione degli script non necessari, aggiornamento dei moduli, configurazione della cache e scelta dell’infrastruttura hosting.
L’importanza dell’hosting per PrestaShop
Le prestazioni di un negozio online dipendono anche dal server che ospita PrestaShop.
Un e-commerce con un catalogo ampio, numerosi visitatori e diversi moduli attivi può richiedere più memoria, capacità di elaborazione e prestazioni del database rispetto a un semplice sito vetrina. Per questo è importante scegliere una soluzione IT adeguata alle caratteristiche del progetto, verificando la compatibilità con la versione di PrestaShop utilizzata.
Un’infrastruttura correttamente dimensionata può contribuire a migliorare i tempi di risposta, la stabilità del negozio e la gestione dei picchi di traffico.
8. Monitorare la SEO di PrestaShop con Google Search Console
L’ottimizzazione SEO non si conclude dopo aver modificato URL, contenuti e impostazioni tecniche. È importante monitorare regolarmente i risultati per individuare eventuali criticità e verificare l’efficacia degli interventi. Google Search Console, come visto in precedenza, permette di analizzare diversi aspetti del sito:
- Prestazioni nei risultati di ricerca. Il report consente di monitorare clic, impressioni, CTR medio e posizione media delle pagine nei risultati organici.
- Indicizzazione delle pagine. Il report dedicato all’indicizzazione permette di individuare pagine escluse, errori e URL che Google ha scelto di non indicizzare.
- Statistiche di scansione. Nelle impostazioni della proprietà puoi consultare il report Statistiche di scansione, quando disponibile, per analizzare le richieste effettuate da Googlebot, i tempi di risposta e gli eventuali problemi di disponibilità del server.
- Controllo dei singoli URL. Lo strumento Controllo URL permette di verificare lo stato di una pagina specifica e ottenere informazioni sulla versione canonica selezionata da Google.
Per un’analisi più approfondita, soprattutto in presenza di un numero elevato di URL generati dai filtri, può essere utile esaminare anche i log del server. In questo modo è possibile identificare le richieste effettivamente effettuate dai crawler e capire quali sezioni del negozio ricevono più attenzione.
9. Checklist per ottimizzare la SEO di PrestaShop
Ecco un riepilogo delle principali verifiche da effettuare sul tuo e-commerce.
- Configurare URL chiari e descrittivi.
- Ottimizzare meta title e meta description di prodotti e categorie.
- Creare descrizioni originali e utili per gli utenti.
- Organizzare correttamente categorie, sottocategorie e link interni.
- Verificare sitemap XML, canonical e stato dell’indicizzazione.
- Controllare gli URL generati dai filtri di navigazione.
- Configurare il file robots.txt in base alle esigenze del sito.
- Mantenere aggiornato il modulo ps_facetedsearch.
- Monitorare cache, database e risorse del server.
- Migliorare i tempi di caricamento e i Core Web Vitals.
- Analizzare regolarmente i dati di Google Search Console.
Conclusioni
Ottimizzare la SEO di PrestaShop significa lavorare sia sui contenuti sia sugli aspetti tecnici del negozio online.
Titoli, descrizioni e URL ben strutturati rappresentano il punto di partenza, ma quando il catalogo cresce diventano importanti anche la gestione dell’indicizzazione, il controllo dei filtri di navigazione e le prestazioni del server.
In particolare, prestare attenzione al modulo ps_facetedsearch può aiutare a evitare la generazione incontrollata di URL e a rendere più efficiente la scansione del sito da parte dei motori di ricerca.
Non esiste una configurazione SEO valida per ogni e-commerce: le scelte devono tenere conto della dimensione del catalogo, delle funzionalità utilizzate e degli obiettivi di visibilità organica.
Infine, non trascurare l’infrastruttura su cui si basa il tuo negozio. Un hosting affidabile contribuisce a garantire stabilità, tempi di risposta efficienti e una migliore esperienza di navigazione, creando le condizioni tecniche per sostenere la crescita del tuo e-commerce.

