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Cosa si intende per uptime e downtime

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Cosa sono uptime e downtime e perchè sono parametri importanti

Oggigiorno, la disponibilità continua di siti web e servizi online è diventata una necessità imprescindibile. In questo scenario, uptime e downtime assumono un ruolo fondamentale per valutare la qualità e l’affidabilità di un servizio.

Monitorare e mantenere altri livelli di uptime è importante per diverse ragioni, uno dei più rilevanti fa riferimento alla disponibilità di un servizio: per generare lead e conversioni, un sito web deve essere online e raggiungibile. Nelle prossime righe, approfondiremo più nel dettaglio i due parametri.

Cosa si intende per uptime?

L’uptime indica il tempo in cui un servizio risulta attivo e accessibile, espresso in percentuale. Per comprendere al meglio come pochi decimali possano fare la differenza, ecco il dettaglio dell’impatto dell’uptime:

Percentuale UptimeInattività al GiornoInattività al MeseInattività all’Anno
98%28,8 minuti14,4 ore7,3 giorni
99%14,4 minuti7,2 ore3,65 giorni
99,5%7,2 minuti3,6 ore1,83 giorni
99,9%1,44 minuti43 minuti8,8 ore

Cosa si intende per downtime?

Il downtime, al contrario, rappresenta il periodo in cui un servizio è inaccessibile o non raggiungibile. Può essere causato da diversi fattori, come problemi tecnici, manutenzione programmata o attacchi informatici. Durante il downtime gli utenti non riescono ad accedere al sito web o all’applicazione, con conseguenti disagi e potenziali perdite economiche, soprattutto per le aziende che dipendono dal web per le loro vendite o il loro servizio clienti.

Una ricerca condotta da Uptime InstituteAnnual Outage Analysis 2025, evidenzia che la maggior parte delle interruzioni è causata da errori umani e modifica di configurazione/aggiornamento in ambienti IT e data center, più che da guasti hardware. Più genericamente, il periodo di interruzione del servizio può dipendere da diversi fattori, tra cui:

  1. manutenzione del server. In questo caso, il downtime viene programmato.
  2. Errori da parte del team IT. L’errore umano è responsabile di un numero significativo downtime del server, motivo per cui è fondamentale poter contare su personale esperto nella gestione dei server.
  3. Intrusione nei sistemi informatici. L’inattività è causata da operazioni malevoli, hackeraggio, attacchi DDoS.
  4. Guasti. È la causa di downtime non programmati, che possono portare i siti web offline diverso tempo. Questo può essere conseguenza di scarsa prevenzione o di imprevisti che, comunque, devono essere messi in conto.

Evitare che accadano imprevisti, infatti, è quasi impossibile. Tuttavia, affidarsi a provider che faccia regolare manutenzione sui server riduce l’incidenza di fluttuazioni e inconvenienti, incrementando allo stesso tempo le prestazioni dei siti che ospita. Infatti, agire in maniera preventiva è il modo più efficace per evitare e ridurre i downtime.

Come affrontare un downtime

I downtime programmati sono una parte necessaria nell’attività di un hosting provider perché riguardano tutte quelle attività di aggiornamento e manutenzione dell’infrastruttura. Un fornitore di hosting che attua regolarmente manutenzioni sui server incrementa l’uptime, riducendo l’incidenza di vulnerabilità della sicurezza, incrementa la performance e migliora l’esperienza del cliente.

I downtime imprevisti sono ovviamente più complicati da gestire, a partire dall’individuazione delle cause che possono essere molteplici come improvvisi incrementi di traffico, tentativo di attacco informatico, software obsoleti che portano a vulnerabilità e guasti hardware.

Quando si verifica un downtime imprevisto, la velocità di reazione è fondamentale, ma la chiarezza della comunicazione lo è ancora di più. Il primo passo consiste nell’attivare immediatamente un protocollo di risposta che includa l’identificazione della causa e la stima dei tempi di ripristino. Parallelamente, è essenziale gestire l’aspetto relazionale: informare tempestivamente gli utenti attraverso canali alternativi — come una pagina di stato dedicata o i profili social — aiuta a dimostrare trasparenza e professionalità.

Come prevenire un downtime?

Non ci sono regole scritte per evitare un downtime: un imprevisto può sempre capitare. Ci sono però degli accorgimenti che possono essere osservati per diminuire le probabilità di downtime, ad esempio:

  • Assicurarsi che i software siano sempre aggiornati all’ultima versione.
  • Configurare un firewall e limitare l’accesso a porte dove sono in ascolto servizi critici.
  • Monitorare le risorse dei server e dei singoli servizi attivando, ad esempio, notifiche automatiche che informano di carichi elevati o picchi.
  • Effettuare in automatico scansioni antivirus e controlli sui vari servizi

Per prevenire il downtime è necessario adottare una strategia basata sulla ridondanza e sul monitoraggio. L’adozione di strumenti di monitoraggio avanzati permette di rilevare segnali prima che si trasformino in un blocco totale. In definitiva, la prevenzione si costruisce attraverso manutenzioni regolari, aggiornamenti di sicurezza costanti e un solido piano di Disaster Recovery.

Puntare a standard di uptime elevati significa, in ultima analisi, garantire che la tecnologia rimanga un acceleratore di opportunità e mai un ostacolo tra il tuo business e il successo.

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Note sull'autore
Appassionata di comunicazione digitale, in Shellrent scrivo e condivido contenuti tecnici, informativi e novità del mondo IT. Fuori dall'ufficio mi divido tra stadi, montagna e altri angoli del mondo.
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