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Attacco DDoS: cos’è e come prevenirlo

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Attacco DDoS: cos'è e come prevenirlo

Gli attacchi DDoS, acronimo di Distributed Denial-of-Service, rappresentano una seria minaccia. Questa tipologia di attacco ha l’obiettivo di sopraffare un server, una rete o un servizio inondandoli di traffico Internet per renderli inaccessibili agli utenti legittimi.

Secondo il quadro fornito da Cloudflare relativo al 2023, i DDoS sono stati protagonisti nel panorama degli attacchi informatici facendo registrare un aumento del 117% su base annua. La CDN ha inoltre mitigato l’attacco record, con il picco di 201 milioni di richieste al secondo.

Questi dati suggeriscono quanto sia fondamentale adottare misure di prevenzione per proteggere i propri siti web dalle minacce.

Utilizzare un firewall

I firewall contribuiscono a creare una barriera efficace contro gli attacchi DDoS, fungendo da “agente del traffico”. Infatti, il suo compito è quello di intercettare e bloccare le richieste potenzialmente sospette e dannose. In sintesi, il firewall è utile per:

  • limitare le richieste in entrata: impostare un limite al numero di richieste che un singolo utente può effettuare in un determinato intervallo di tempo.
  • A livello di applicazione (Web Application Firewall): un WAF funge da checkpoint di sicurezza, filtrando il traffico in entrata e bloccando le richieste dannose.
  • Implementare sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni (IDPS): questi sistemi monitorano la rete per attività sospette e bloccano le minacce.

Sfruttare una CDN

Le reti per la distribuzione di contenuti (CDN) svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione dagli attacchi DDoS. Come funziona una CDN? Accelerando la distribuzione di contenuti, facendo leva su una rete di server distribuiti geograficamente. Infatti, i content delivery network si basano su un processo di “caching”; quando un utente effettua una richiesta, viene indirizzato al server più vicino, riducendo il tempo di caricamento della pagina. Le CDN possono bilanciare il traffico distribuendo le richieste su diversi “nodi”, evitando così sovraccarichi e picchi di traffico che potrebbero compromettere il funzionamento di un sito web.

Cloudflare, la CDN più utilizzata, offre una protezione avanzata contro gli attacchi DDoS grazie alla sua rete globale di data center e ai sensibili sistemi di analisi del traffico in tempo reale. Questa tecnologia permette di identificare e bloccare le richieste malevole prima che raggiungano il server di origine e possano causare un’interruzione del servizio.

Utilizzare strumenti e servizi di protezione DDoS specializzati

I servizi specializzati come Cloudflare offrono una protezione robusta contro gli attacchi DDoS. Cloudflare gestisce un’ampia rete di server, che comprende 93 paesi e oltre 200 località. Si tratta di una tra le più estese reti. Memorizzando nella cache i contenuti su più datacenter dislocati in tutto il mondo, Cloudflare agisce come un proxy inverso, una tecnica utilizzata per ottimizzare il bilanciamento del traffico che viene instradato al server più appropriato.

Ma come può Cloudflare verificare la legittimità del traffico in entrata per discernere quello “buono” da quello “dannoso”? Il servizio impiega diversi metodi:

1. Analisi del comportamento: Cloudflare monitora il comportamento del traffico in entrata per identificare modelli anomali che potrebbero indicare un attacco DDoS. Ad esempio, se un improvviso picco di traffico proviene da un numero elevato di indirizzi IP sconosciuti, potrebbe trattarsi di un attacco.

2. Regole personalizzate: gli utenti possono creare regole personalizzate per consentire o bloccare il traffico in base a vari criteri, come l’indirizzo IP, il paese di origine o il tipo di browser.

3. Machine Learning: Cloudflare utilizza algoritmi di machine learning per analizzare il traffico in entrata e identificare potenziali minacce. Questi algoritmi vengono costantemente aggiornati con nuove informazioni per garantire protezione anche dalle più recenti minacce.

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