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L’intelligenza artificiale sta divorando il mercato della memoria

3 minuti lettura
La crisi globale delle RAM causata dall'intelligenza artificiale

Chi ha comprato RAM o SSD in questi mesi lo sa: i prezzi stanno esplodendo.

E no, non è solo inflazione. L’intelligenza artificiale sta divorando memoria. Ogni nuovo data center AI richiede quantità enormi di DRAM e storage ad altissime prestazioni. Questa situazione modifica radicalmente il costo dell’hardware IT, e non solo nel cloud.

La pressione sulla catena di fornitura di memoria ad alta capacità

La richiesta di memoria per i server che supportano i servizi di intelligenza artificiale ha generato forti pressioni sulla filiera di approvvigionamento, rendendo complesso assicurare una disponibilità costante di configurazioni per il mercato consumer e professionale. In questo contesto, i produttori di chip stanno riallocando la produzione verso componenti più redditizi e performanti per l’AI, convertendo in massa le linee di produzione standard per fabbricare HBM (High Bandwidth Memory) destinata alle GPU per l’intelligenza artificiale. Poiché l’HBM è più redditizia ma consuma da 3 a 5 volte la capacità in wafer rispetto alla memoria standard, la produzione globale di RAM per server standard è fisicamente diminuita.

> Cos’è il wafer? Si tratta di una sottile fetta di silicio monocristallino su cui vengono stampati i circuiti integrati (chip). Non si misura la capacità in “numero di chip”, perché la dimensione di un chip varia enormemente: da un singolo wafer possono nascere migliaia di chip per sensori minuscoli o solo poche decine di potenti processori per l’IA.

Questa re-prioritizzazione ha un effetto domino: la disponibilità di RAM e NAND per PC, smartphone, console e altri device è diminuita drasticamente, mentre i prezzi sono saliti alle stelle. In alcuni casi la memoria ha raggiunto il 35% del costo di produzione di un PC, rispetto al 15-18% di un anno fa.

La portata di questo scenario va ben oltre le infrastrutture aziendali. Dispositivi di uso quotidiano come smartphone, console, router e apparecchi di fascia entry-level dipendono tutti da memoria e flash in qualche misura.

Nemmeno i colossi sono immuni. Persino Apple sta iniziando a sentire la pressione, basti pensare che a distanza di un anno dal lancio è stata rimossa configurazione da 512GB di memoria unificata per il Mac Studio M3 Ultra.

Perché l’AI è così affamata

Ogni volta che un modello di intelligenza artificiale elabora una risposta, non sta semplicemente “pensando”: sta gestendo enormi quantità di dati in tempo reale. I modelli linguistici di ultima generazione lavorano con miliardi di parametri che devono essere caricati e consultati istantaneamente, richiedendo una memoria ad alta velocità capace di alimentare calcoli continui senza colli di bottiglia.

A differenza di un’applicazione tradizionale, l’AI non esegue istruzioni semplici e lineari: ogni inferenza è un processo massiccio che mette sotto pressione sia la RAM che la memoria dei chip grafici. Più il modello è grande, più è capace ma anche più vorace.

La conseguenza diretta è che gli hyperscaler stanno pre-acquistando capacità hardware per addestrare i grandi modelli linguistici, lasciando pochissimo inventario disponibile per il resto del mercato enterprise e consumer.

Cosa cambia per il consumatore finale

Concretamente, chi acquista elettronica oggi e nei prossimi mesi dovrà fare i conti con tre realtà:

  1. Prezzi più alti. I rincari della memoria si riverseranno sui prodotti finiti. Laptop, smartphone, schede di espansione: tutto costerà di più.
  2. Meno novità. Il CES 2026 è stato inequivocabile: pochi lanci di prodotto consumer, molti annunci legati all’AI enterprise.
  3. Scorte limitate. Alcuni prodotti, dallo Steam Deck a SSD di marca, sono già difficili da reperire. La situazione potrebbe aggravarsi.

L’intelligenza artificiale non sta solo cambiando ciò che possiamo fare con la tecnologia. Sta cambiando cosa possiamo comprare, a che prezzo e quando. L’elettronica di consumo come la conoscevamo (accessibile, in costante miglioramento, abbondante) è entrata in una fase di transizione profonda.

Chi sopravviverà sarà chi saprà adattarsi: le aziende più grandi, con i muscoli finanziari per garantirsi forniture a lungo termine, e i consumatori più informati, capaci di anticipare i cicli di mercato piuttosto che subirli.

Per tutti gli altri, è il momento di fare il punto su ciò che si possiede e di non dare per scontato che domani sarà disponibile quello che non si è comprato oggi.

La prossima volta che senti dire che “l’AI cambierà tutto”, ricordati che il cambiamento è già iniziato. E lo stai già pagando, anche se non te ne sei ancora accorto.

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Appassionata di comunicazione digitale, in Shellrent scrivo e condivido contenuti tecnici, informativi e novità del mondo IT. Fuori dall'ufficio mi divido tra stadi, montagna e altri angoli del mondo.
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