La domanda ricorrente “lo shared hosting è ancora una scelta sensata o rappresenta ormai una tecnologia superata?” non ammette risposte categoriche, ma deve tenere conto delle esigenze specifiche dell’utente, degli obiettivi del progetto web e delle conoscenze più tecniche.
Indice dei contenuti:
Lo shared hosting nel 2026
Lo shared hosting resta una soluzione funzionale per progetti web di scala ridotta, tra cui blog personali, landing page promozionali e siti statici. Questo tipo di hosting, infatti, offre un equilibrio ideale tra accessibilità economica e semplicità in termini di gestione. Per chi privilegia la facilità d’uso rispetto al controllo granulare, o per chi non dispone di competenze sistemistiche, lo shared hosting rappresenta ancora nel 2026 una scelta pragmatica.
Dall’altro lato, emerge una criticità che caratterizza il modello condiviso: le prestazioni. La natura stessa dello shared hosting, dove molteplici siti web coabitano sulla medesima infrastruttura hardware, genera una vulnerabilità nota come “noisy neighbor effect” (effetto del vicino rumoroso). Quando un sito ospitato sullo stesso server consuma risorse in maniera anomala o sperimenta picchi di traffico improvvisi, le ripercussioni si propagano a tutti gli altri progetti ospitati nello stesso server.
Vantaggi dello shared hosting
Perché, quindi, lo shared hosting rimane ancora oggi una scelta azzeccata?
- Costo competitivo. Lo shared hosting resta il modo più economico per avere un sito online, spesso con piani che includono SSL gratuito, pannelli semplici e supporto tecnico.
- Facilità di utilizzo. Non serve disporre di competenze tecniche in quanto la manutenzione è responsabilità dell’hosting provider, come Shellrent.
- Perfetto per piccoli progetti. Siti con traffico modesto e prevedibile, progetti personali senza ambizioni commerciali, vetrine e applicazioni web semplici che non richiedono elaborazioni complesse lato server.
Limiti e punti deboli
- Risorse limitate. Nel modello shared, CPU, RAM e I/O sono condivisi con altri siti: se uno di questi entra in picco di traffico, tutti possono risentirne.
- Controllo ridotto. Non hai accesso a configurazioni server avanzate né possibilità di installare software personalizzato come faresti su un VPS o server dedicato.
- Scalabilità inferiore. Per siti in crescita con traffico elevato o progetti strutturati, lo shared può diventare presto un collo di bottiglia.
Quando considerare un VPS (Virtual Private Server)
Il VPS rappresenta la naturale evoluzione per progetti che hanno superato i confini del modello condiviso. Questa soluzione intermedia offre risorse computazionali dedicate, garantendo performance più stabili. Il controllo acquisito attraverso l’accesso root permette inoltre alcune personalizzazioni, dall’installazione di un software alla configurazione granulare dei parametri di sistema.
Il VPS costa non molto di più di uno shared hosting, soprattutto se si considera il valore aggiunto in performance e isolamento. Questa soluzione si rivela ideale per e-commerce, applicazioni web dinamiche con database complessi, ambienti di sviluppo e staging, siti con requisiti di sicurezza elevati.
Sicurezza e isolamento
Molti timori sulla sicurezza dello shared hosting derivano da vecchie esperienze, ma le tecnologie moderne di containerizzazione, isolamento dei processi e permessi migliorati hanno reso l’ambiente condiviso molto più sicuro di un tempo, purché si scelga un provider affidabile.
Detto questo, rimane una distinzione fondamentale: per siti che gestiscono informazioni sensibili (dati sensibili, transazioni o altre categorie di dati protetti da normative) il livello superiore di controllo e isolamento offerto da VPS o soluzioni dedicate rappresenta un investimento in sicurezza che giustifica i costi.
Lo scenario hosting nel 2026
L’hosting in generale è cambiato: molte aziende considerano lo shared hosting un entry point — il primo passo per far partire un progetto — ma la crescita economica reale del settore deriva dalle soluzioni gestite, cloud, VPS e piattaforme moderne con automazione e scalabilità integrata.
Nel 2026 si registra anche una tendenza verso host managed con strumenti integrati, edge computing e infrastrutture che riducono la latenza globale per le audience distribuite.
Conclusione: quando optare per uno shared hosting e quando per un VPS
| Situazione / Esigenza | Shared Hosting | VPS o Hosting più potente |
|---|---|---|
| Livello di esperienza | Ideale per principianti | Adatto a utenti con competenze tecniche |
| Budget | Soluzione economica | Costo più elevato |
| Traffico del sito | Basso o occasionale | Medio–alto o in crescita |
| Configurazioni | Nessuna esigenza particolare | Necessità di personalizzazioni |
| Gestione tecnica | A carico dell’hosting provider | Parziale o totale a carico dell’utente |
| Performance | Adeguate per siti semplici | Più stabili e prevedibili |
Hosting provider come Shellrent offrono soluzioni flessibili sia in shared hosting, ideali per chi muove i primi passi online, sia in VPS e infrastrutture più performanti, pensate per progetti in crescita che richiedono maggiore controllo, stabilità e affidabilità.

