Il cloud si è evoluto celermente, rivoluzionando radicalmente il modo in cui il business e le persone interagiscono con la tecnologia.
Riavvolgendo il nastro, già agli albori degli anni ’60, quando John McCarthy scrisse che “un giorno il calcolo potrebbe essere organizzato come un’utilità pubblica“, l’idea del cloud aveva iniziato a insediarsi almeno in contesti informatici. La nuvola con cui viene raffigurato deriva, molto probabilmente, dai diagrammi utilizzati per rappresentare Internet nei libri di testo, in particolar modo per identificare le società di telecomunicazioni che negli anni ’90 hanno effettuato un passaggio radicale dai protocolli point-to-point (PPTP) ai servizi di rete privata virtuale (VPN).
Tuttavia, è grazie al professore di informatica Ramnath Chellappa, che il termine “cloud”, inteso come “paradigma informatico in cui i confini dell’informatica saranno determinati dalla logica economica piuttosto che dai soli limiti tecnici“, è stato portato per la prima volta alla ribalta con un’accezione moderna nel 1997. Sono passati quasi 30 anni, dunque, dall’attribuzione di una definizione ancora attuale.
Indice dei contenuti:
Cos’è il cloud computing?
Il cloud computing identifica un paradigma di erogazione dei servizi mediante Internet: l’elaborazione, l’archiviazione e la trasmissione di dati avvengono in server che si trovano in datacenter accessibili da qualsiasi dispositivo e luogo.
Il cloud ha guadagnato popolarità man mano che le aziende hanno acquisito una migliore comprensione dei suoi vantaggi e utilità. Nel 1999, saleforce.com ha introdotto l’idea di utilizzare Internet per fornire programmi software agli utenti finali. Il programma (o l’applicazione), dunque, sarebbe stato accessibile e scaricabile da chiunque avesse accesso a Internet. Più tardi, con Amazon Web Service e Google Docs, il cloud ha iniziato un processo di consistente avanzamento in contesti operativi. In poco tempo, si sono aggiunti altri attori tra cuiMicrosoft, che nel 2009ha lanciato Windows Azure, e aziende come Oracle e HP.
L’incidenza del cloud
Per avere un’idea più chiara sull’incidenza del cloud nella quotidianità di aziende, basta osservare qualche dato.
Il 94% delle aziende a livello mondiale utilizza oggi il cloud computing (fonte: Lemon.io, Cloud Computing Statistics 2025), e la spesa globale degli utenti per i servizi cloud pubblici ha raggiunto 723,4 miliardi di dollari nel 2025, con una crescita del 21,4% rispetto all’anno precedente (fonte: Gartner / Second Talent 2025). A guidare questa trasformazione sono tre pilastri fondamentali dell’attività d’impresa.
Sul fronte della posta elettronica, l’82,7% delle aziende gestisce oggi le proprie comunicazioni via email attraverso sistemi cloud; un dato che riflette quanto la messaggistica online sia ormai inscindibile da un’architettura distribuita e accessibile ovunque. Per quanto riguarda l’archiviazione, il 68% delle imprese si affida al cloud per lo storage e la gestione dei file, con proiezioni che indicano come lo spazio di archiviazione cloud a livello globale sia destinato a raggiungere i 200 zettabyte entro breve. Infine, sul versante della sicurezza informatica, il 61% delle aziende utilizza già software di sicurezza erogati via cloud, una quota destinata a crescere rapidamente. In questo scenario, adottare il cloud non è più un vantaggio competitivo: è il prerequisito minimo per stare al passo.
Tipi di implementazione cloud
Le implementazioni in cloud più comuni sono quattro: private, public, hybrid e multi.
Private cloud. Un cloud privato non è altro che un’infrastruttura con risorse dedicate che vengono fruite da una sola organizzazione. Per saperne di più: Cloud privato: tutto quello che c’è da sapere.
Public. A differenza di quelle private, le risorse di un unico cloud pubblico vengono sfruttate da più aziende e gestite da un solo provider, in una circostanza denominata “multi-tenant“.
Hybrid. La soluzione ibrida permette di abbinare le caratteristiche di un cloud privato e un cloud pubblico, che agiscono come una singola infrastruttura combinata. Per saperne di più: Cos’è l’hybrid cloud e quali sono gli scenari di adozione
Multi. In questo ambiente vengono a combinarsi più fornitori di servizi cloud. Solitamente, questo approccio viene adottato da chi vorrebbe ottenere una maggiore flessibilità e non dipendere da un unico provider. Per saperne di più: Cos’è l’approccio multi-cloud e perché sceglierlo.
Quali sono i vantaggi del cloud computing?
Adottare il cloud non significa semplicemente spostare dati su server remoti: significa riprogettare il modo in cui un’azienda lavora, scala e compete. Il cloud non è un costo, è un investimento. E i vantaggi che genera toccano ogni dimensione dell’operatività aziendale.
Sul fronte economico, il modello pay-as-you-go elimina la necessità di infrastrutture fisiche costose, riducendo drasticamente le spese in conto capitale e trasformando i costi fissi in costi variabili, direttamente proporzionali all’utilizzo reale. Le risorse si attivano e si ridimensionano in tempo reale, senza sprechi e senza attese.
Sul piano della produttività, il cloud abbatte le barriere geografiche: team distribuiti in sedi diverse possono collaborare in modo fluido, accedere agli stessi dati e lavorare sulle stesse piattaforme come se fossero nello stesso ufficio. Questo si traduce in processi più rapidi, decisioni più veloci e un time-to-market sensibilmente ridotto.
La continuità operativa è un altro punto di forza decisivo. I sistemi cloud garantiscono backup automatici, ridondanza dei dati e piani di disaster recovery integrati, riducendo a poche ore — quando non a pochi minuti — i tempi di ripristino in caso di guasto o attacco informatico.
Infine, la sicurezza: i principali cloud provider investono costantemente in tecnologie di protezione avanzate — crittografia, autenticazione multifattore, monitoraggio continuo — offrendo alle aziende livelli di presidio difficilmente replicabili con infrastrutture interne tradizionali.
Shellrent come cloud provider
L’offerta cloud si articola in tre soluzioni principali.
I Cloud VPS sono server virtuali scalabili con risorse dedicate, pensati per progetti in crescita che richiedono flessibilità e prestazioni stabili. Ogni Cloud VPS è monitorato in tempo reale, con dati e statistiche sull’utilizzo consultabili in qualsiasi momento dal pannello Manager, e include backup automatici.
Il Private Cloud, basato su tecnologia Proxmox, offre un ambiente virtuale completamente dedicato al cliente, con configurazione personalizzata e supporto tecnico specializzato.
Il Cloud Storage, infine, costituisce la soluzione per l’archiviazione remota sicura e ridondante: i dati vengono replicati su infrastrutture geograficamente separate, garantendo disponibilità e resilienza anche in caso di guasto.

