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Quanto inquina l’invio di una mail o una ricerca su Google?

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Una delle principali fonti di inquinamento atmosferico è la produzione e dispersione di anidride carbonica (CO2), con una percentuale che oscilla tra l’1.4 e il 5,9% da ricondursi alle tecnologie digitali. Tra queste figurano i server, il cui funzionamento produce ogni anno da 1 a 5 tonnellate di CO2 nociva per l’ambiente che ci circonda, e il consumo energetico dei datacenter, che secondo uno studio dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) rappresenta l’1% della domanda globale di energia. Più nel dettaglio, circa il 20% del consumo energetico di un datacenter viene sfruttato per il suo raffreddamento, usualmente con sistemi progettati su misura.

Restando in ambito digitale, anche le email rappresentano una fonte di inquinamento insospettabile. Stando a una ricerca di Ademe (Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia) otto mail emettono la stessa quantità di anidride carbonica di quella prodotta da un’auto che percorre 1 km. Questo perché, sottolinea l’Agenzia, prima di raggiungere il destinatario, il messaggio viene copiato circa 10 volte dai server che procedono successivamente al suo recapito: quest’operazione sfrutta energia elettrica.

Una ricerca su Google, ad esempio, è responsabile dell’immissione di 1,7/2 grammi di CO2. Se Internet fosse un Paese, evidenzia il Global Carbon Project, sarebbe il quarto responsabile delle emissioni al mondo.

Valutando questi dati estremamente importanti, Shellrent ha scelto un approccio eco-friendly, utilizzando server sviluppati sui principi di efficienza energetica, contribuendo nel suo piccolo al risparmio di sensibili quantità di anidride carbonica ogni anno.

Earth

Quanto inquinano le big tech?

Secondo l’osservatorio Esg Karma Metrix, le cosiddette “Faang” (Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google) hanno triplicato lo sfruttamento di energia, raggiungendo il consumo di interi Paesi come Portogallo e Grecia, e superato la Repubblica Ceca per quando riguarda le emissioni di CO2.

Tra le Faang, Amazon risulta quella più inquinante anche a causa della componente logistica, oltre che informatica. Anche Apple e Google ricoprono un peso importante, ma negli ultimi anni si stanno sempre più impegnando nell’adozione di misure ad hoc per ridurre le emissioni, attingendo a fonti energetiche rinnovabili.

L’impegno di Shellrent

Le nostre macchine vengono alimentate attraverso moduli fotovoltaici, che permettono di immagazzinare l’energia solare e trasformarla in energia elettrica. L’energia elettrica solitamente è prodotta da centrali che utilizzano carbone, noi abbiamo deciso di intraprendere la strada eco-friendly attingendo a fonti di energia pulita.

Migrando, inoltre, i dati grazie ai nostri servizi cloud di virtualizzazione, riusciamo ad aumentare considerevolmente il nostro risparmio energetico a favore dell’ambiente. Shellrent ti permette di effettuare l’operazione gratuitamente, grazie al servizio Site Migration.

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Marketing Assistant - Appassionata di scrittura e amante della comunicazione digitale, in Shellrent supporta le imprese nell’identificazione delle soluzioni ideali in materia di hosting, cloud e infrastrutture IT
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