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Come scegliere il dominio: 7 fattori da considerare in ottica SEO

3 minuti lettura
come scegliere un dominio in ottica SEO

La scelta del nome a dominio può avere un impatto sul tuo sito e sul relativo posizionamento in ottica SEO. Semplificando, il dominio è il nome del tuo sito web, quello che gli utenti digitano quando vogliono cercarti. Nella scelta devi assicurarti che il tuo dominio rispetti da un lato la tua attività e dall’altro i tuoi obiettivi SEO.

Ecco quindi i 7 fattori da considerare in ottica SEO nella scelta del tuo dominio.

Come scegliere un dominio in ottica SEO?

Il dominio deve essere facile da digitare

Il tuo nome a dominio dovrebbe essere facile da digitare per gli utenti e, ovviamente, facile da ricordare per restare impresso nella mente di chi ha visto il tuo sito. Non scegliere nomi troppo lunghi o eccessivamente specifici: magari pensi che possano aiutare l’utente ma non è così. Chi naviga, specialmente da mobile, vuole trovare in breve tempo quante più informazioni possibili: un nome a dominio breve ti faciliterà la vita.

Questo ci porta direttamente al punto seguente.

Il dominio deve essere breve

Il tuo nome a dominio dovrebbe essere breve, sia per essere ricordato più facilmente, sia per essere condiviso in modo semplice: che sia un link sui social, via email, stampato su dei gadget per un evento. Un nome breve occupa meno spazio e, ovviamente, viene ricordato meglio.

Evita numeri e trattini

In generale, i numeri e i trattini tendono ad essere associati a domini spammosi. Alcuni anni fa, i trattini venivano usati in ottica SEO per separare le keyword all’interno del dominio: una pratica oggi caduta in disuso e non vista di buon occhio da Google.

Esegui una due diligence sul tuo dominio con i principali strumenti SEO

Quando registri un dominio, non sai se sia stato oggetto di tattiche di link building sospette o spammose: proprio per questo è fondamentale eseguire una verifica dei dati del tuo dominio attraverso programmi di riferimento nel panorama SEO come Ahrefs e SEMrush. Se, ad esempio, inserisci il tuo dominio nel portale SEMrush e scopri che non c’è nulla di significativo (niente traffico, link, PPC) probabilmente il tuo dominio è pulito e puoi acquistarlo senza problemi.

È Google stesso a spiegare in un video YouTube come eseguire una verifica in modo corretto:

“Start by doing a site search in Google for the name of the domain you’re buying. If there’s no results at all for that domain, even if there’s content on the domain, that’s a pretty bad sign. If you try to do site: and see zero results, that’s often a bad sign. You can also do a site: search on the domain name in Bing as well, so you can get a better idea. Obviously if a site is showing up in Bing, but not Google, that’s a major red flag. But you can also do a site: search in Bing and plug in typical spam keywords and see what shows up. Just search for the domain name, or the name of the domain minus the .com, or whatever the extension is on the end. Because you can often find a little bit about the reputation of the domain”.

Effettuare una due diligence approfondita previene eventuali problemi futuri, per evitare di incorrere in penalità e perdere posizioni sulla SERP.

L’età del dominio

John Mueller, Webmaster Trends Analyst per Google, ha confermato che l’età di un dominio non ha un ruolo nel ranking del motore di ricerca. In ogni caso, se sei curioso sull’età del tuo dominio basta andare su whois.domaintools.com e digitare il tuo nome a dominio per avere una panoramica di tutte le informazioni principali.

Utilizzare le keyword nel tuo dominio

Hai notato che Google ha iniziato ad evidenziare le keyword che compaiono nel nome a dominio? Se, da un lato, non è la prova che siano usate nel posizionamento, avere una parola chiave nel dominio è sicuramente un fattore rilevante da considerare.

Inserire le keyword nel sottodominio

In ottica SEO può essere utile inserire una keyword nel sottodominio, stando attenti a non fare keyword stuffing. Come riporta la guida SEO di Moz: “If you include a keyword that helps make it obvious what your business does while keeping your domain name catchy, unique, and brand-friendly, go for it. But, stay away from domain names that might be considered “keyword-rich” or “keyword-targeted”.

Ecco che il sottodominio non deve essere un insieme di parole chiave che rendono difficile la comprensione ma, piuttosto, includere quella principale guidando l’utente nell’argomento.

Ricorda che il tuo dominio deve essere chiaro a Google in ottica SEO ma, soprattutto, ai tuoi visitatori che lo devono ricordare e associare alla tua attività.

Durata registrazione del dominio

È Google stesso a dichiarare di fare attenzione alla durata del dominio: “Valuable (legitimate) domains are often paid for several years in advance, while doorway illegitimate domains rarely are used for more than a year. Therefore, the data when a domain expires in the future can be used as a factor in predicting the legitimacy of a domain”.

In sostanza, un dominio che viene registrato per diversi anni rappresenta, almeno a livello teorico, una maggiore sicurezza: domini registrati per brevi periodi di tempo infatti sono associati ad attività spam o illecite.

Scegliere tra un WHOIS pubblico o privato

È sempre John Mueller a dichiarare che una registrazione tramite WHOIS privato non inficia negativamente il posizionamento sui motori di ricerca. Infatti, registrare il dominio tramite un WHOIS pubblico o privato è una preferenza personale che non si riflette sul ranking.

Elena Parise

Note sull'autore
Marketing Assistant - Appassionata di scrittura e social media, crede fortemente nell’influenza positiva del digitale e della comunicazione nella vita quotidiana. In Shellrent supporta le imprese nell’identificazione delle soluzioni più adatte in materia di hosting, cloud e infrastrutture IT.
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